<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222</id><updated>2012-02-16T10:15:03.490+01:00</updated><category term='Latitante'/><category term='Disillusione'/><category term='Ironia'/><category term='Imagine'/><category term='La mentalmente poco stabile'/><category term='Bellezza'/><category term='Introduzione'/><category term='Migranti'/><category term='Sogno'/><category term='Racconti poetici'/><category term='Tradizioni'/><category term='Racconti'/><category term='Poesie'/><category term='Filosofia'/><category term='Umanità'/><category term='Valori'/><category term='Esperienze'/><category term='Media'/><category term='Immedesimazione'/><title type='text'>Tentativo di associazione culturale</title><subtitle type='html'>"Col Foglio di via"</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>27</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-716463656283945988</id><published>2010-05-29T14:46:00.003+02:00</published><updated>2010-05-29T14:54:14.194+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>L'uomo perseguitato dalle storie</title><content type='html'>Trovava le trame solo nel momento in cui chiudeva gli occhi.&lt;br /&gt;Si coricava e la sua fervida immaginazione gli donava la visione di una storia nell’oscurità delle sue palpebre serrate. Anche quando le batteva per reidratare gli occhi vedeva un frammento di trama che prendeva vita. E non poteva fare altro che afferrare carta e penna per cancellarle dal suo sguardo rendendole concrete. Se non l’avesse fatto l’avrebbero perseguitato.&lt;br /&gt;Le storie si vendicavano piacevolmente con lui.&lt;br /&gt;Per non alimentare quella follia fu costretto ad eliminare la fantasia dalla sua vita. Rimaneva barricato in casa, cosicché gli stimoli esterni non gli regalassero altri spunti nocivi. Non possedeva foto, niente libri, mai avuto tivù ed internet. Si faceva portare da mangiare a casa raccomandandosi che gli pecettassero tutte le buste e le scatole. L’arredamento era bianco come le pareti insonorizzate per non lasciare passare suoni stimolanti. La luce del sole era trattenuta all’esterno dalle persiane costantemente serrate. Imparò a dormire con gli occhi aperti, ma era faticoso, difficile ed a volte, per errore, li chiudeva dando via all’incubo della veglia forzata.&lt;br /&gt;Era solo, sfinito e perseguitato dal buio dei suoi occhi.&lt;br /&gt;Venne il giorno in cui, aperta la porta per prendere la spesa, vide una donna scalza sullo zerbino dell'appartamento di fronte al suo. &lt;br /&gt;Chiuse di scatto pallido e sconvolto.&lt;br /&gt;L’uomo morì 12 giorni dopo per insonnia.&lt;br /&gt;Lo trovarono inabissato in un oceano di fogli fittamente scritti riguardanti storie di donne ed amori antichi e moderni.&lt;br /&gt;Il cadavere aveva gli occhi aperti e la penna bloccata fra le dita della mano.&lt;br /&gt;Prima di seppellirlo gli chiusero le palpebre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-716463656283945988?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/716463656283945988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=716463656283945988&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/716463656283945988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/716463656283945988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2010/05/luomo-perseguitato-dalle-storie.html' title='L&apos;uomo perseguitato dalle storie'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-9201345638632126565</id><published>2010-05-09T20:26:00.001+02:00</published><updated>2010-05-09T20:57:36.953+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Denise Altrove</title><content type='html'>Era il 29 febbraio quando successe. &lt;br /&gt;Il 29 febbraio 2008.&lt;br /&gt;Mi risvegliai d’improvviso sul ponte di una nave senza sapere chi mi avesse portata lì o cosa ci facessi. &lt;br /&gt;Avevo gli occhi brucianti ed una ciocca dei miei capelli neri si era fatta largo fra le mie labbra.&lt;br /&gt;Ricordavo solo di aver festeggiato il mio quindicesimo compleanno e dopo essere andata in disco con le amiche ritornavo a casa da sola quando due luci abbaglianti squarciarono il buio.&lt;br /&gt;Poi più nulla.&lt;br /&gt;Dopo aver censito i rimasugli di energie nel corpo li radunai e mi alzai a fatica. &lt;br /&gt;L’ansia che iniziava a salire era in momentaneo svantaggio contro l’adrenalina che scorreva rapida nel corpo.&lt;br /&gt;Ero vestita come la sera del mio compleanno, non mancava nulla. Mi guardai intorno spaventata, ma pareva nessuno si interessasse a me, anzi pareva non ci fosse proprio nessuno. Niente ciurma, niente passeggeri. Tutto sembrava ordinato e pulito. &lt;br /&gt;Era uno di quei vascelli che si vedono nei film pirateschi, e per quanto andavo con mio padre per mare, non avevo molta dimestichezza con questo tipo di nave.&lt;br /&gt;Stavo muovendomi lentamente, facendo scricchiolare il legno sotto i miei piedi, quando scorsi un bagliore sopra un barile che fiancheggiava l’albero maestro. Lo seguii e mi trovai di fronte al mio anello. &lt;br /&gt;Fu il primo regalo che mi fece un ragazzo di cui avevo una cotta. &lt;br /&gt;Due anni fa. Ed erano mesi che non lo trovavo. &lt;br /&gt;Iniziai ad agitarmi sul serio. &lt;br /&gt;Girai la nave in largo ed in lungo e per assurdo che fosse era costellata di oggetti che avevano caratterizzato la mia vita: vestiti, un paio di orecchini, foto dei miei cari e del mio cane, la mia prima bici, il mio i-phone non funzionante, e molto altro. &lt;br /&gt;Tutti gli oggetti che avevano contato qualcosa nella mia vita erano lì.&lt;br /&gt;Il fiato si accorciava velocemente. Qualcuno aveva rubato tutta la mia roba per accumularla su quella nave?&lt;br /&gt;Era una spiegazione folle, ma non sapevo cosa credere. &lt;br /&gt;Riprendendo in mano le redini della situazione mi resi conto che girando per il vascello in cerca della mia roba non avevo incontrato nessuno. Ero sola.&lt;br /&gt;Non sapevo che fare, quando, guardando in alto, vidi uno strano riflesso fra la nave ed il cielo.&lt;br /&gt;Corsi verso il parapetto e, affacciandomi, capii cosa fosse. &lt;br /&gt;Ero incredula: l'imbarcazione era racchiusa in un’enorme bottiglia trasparente che galleggiava sulle onde sospinta dalla corrente.&lt;br /&gt;Rimasi a fissare quello spettacolo stupendo per una manciata di minuti quando il mio sguardo venne attirato da una scritta dorata sul fianco del vascello: Denise Altrove.&lt;br /&gt;Il mio nome e cognome.&lt;br /&gt;Quest’accozzaglia di assurdità e coincidenze mi turbavano, ma dal profondo stava sbocciando una sensazione di consapevolezza che non riusciva a venire definitivamente a galla.&lt;br /&gt;Mi riscossi dalla sensazione e mi sedetti sopra una robusta cassa. Ricapitolando, mi trovavo su una nave deserta piena della mia roba che portava il mio nome e che viaggiava all’interno di una bottiglia trasparente.&lt;br /&gt;Non era facile dare un senso a tutto ciò.&lt;br /&gt;Ero confusa.&lt;br /&gt;Quand’ecco che, ad un tratto, un’ombra si dilungò lenta sulla mia nave. Alzai gli occhi e vidi un’altra nave simile alla mia, ma molto più grossa, quasi il doppio, che si spostava con calma sfiorandomi.&lt;br /&gt;Anch’essa era circondata da un gigantesco involucro di vetro e, per quanto gridassi, non notai nessuno passare sul ponte. Si chiamava Stefano. Stefano Menghi. Non conoscevo nessuno che si chiamasse così.&lt;br /&gt;Il vascello comparve silenzioso e se ne andò silenzioso. Ma appena liberò la visuale mi accorsi che sul mare si potevano scorgere innumerevoli navi in bottiglia più o meno in lontananza. Alcune immense come il vascello Stefano, altre più piccole, fino a scorgerne alcune paragonabili a barche a remi. &lt;br /&gt;Era un popolo di imbarcazioni alla deriva. Nessun capitano, nessun mozzo. Quando un paio di navi avevano la fortuna di incrociarsi il vetro non permetteva un incontro ma le faceva scivolare l’una accanto all’altra lasciando che si toccassero solo per pochi minuti, poi ognuna andava per la sua strada. &lt;br /&gt;A volte gli scontri creavano delle crepe sul vetro, ma non si rompeva mai.&lt;br /&gt;Era triste. Non so perché ma soffrivo nel vedere l’inevitabilità di quel distacco forzato.&lt;br /&gt;Tutte le navi erano sole.&lt;br /&gt;Nel mezzo di questi pensieri successe una cosa incredibile. Da uno dei vascelli più grossi giunse un rumore assordante, pareva quasi il frastuono della terra che si assesta. Poi il vetro iniziò a creparsi, prima lento poi sempre più velocemente. D’improvviso si ruppe ed i pezzi caddero in acqua sprofondando e lasciando la nave libera.&lt;br /&gt;Però successe qualcos’altro: sotto la nave si creò un mulinello che fece inclinare la chiglia su un fianco. Da sotto il turbine balenavano riflessi rosso fuoco e scintille infernali. La nave tentava di uscire dalla letale spirale che la stava facendo inabissare con incredibile rapidità, ma gli sforzi parevano vani. Ma in quell’istante, scorgendo il ponte inclinato della nave, mi accorsi dell’uomo. Fissando il mare fiammeggiante, tentava di stare in piedi lottando contro l’inevitabile. Febbrilmente cercava qualcosa a cui aggrapparsi che potesse galleggiare, ma tutto affondava, come se nulla potesse contrastare il suo destino. Non mi vide. Gli ultimi attimi della sua esistenza furono caratterizzati da un cieco terrore urlato dagli occhi. Mauro Neri fu inghiottito dai lampi cremisi celati dalle onde. &lt;br /&gt;Ciò che vidi ovviamente mi turbò, ma sapevo che non mi sarebbe successo. Era una sensazione naturale, che cresceva da quando mi ero svegliata su quella nave. Cominciavo a capire. Non so cosa ma so che lo stavo per capire.&lt;br /&gt;La mia nave in bottiglia veleggiò per un po’. Passava a fianco ad innumerevoli vascelli vuoti. Pietro Olmi, Giada Fabbro, Chiara Menini, Franco Scotti… Piccoli o grandi che fossero erano soli e protetti sotto un cielo striato di nuvole come fossero anime.&lt;br /&gt;E guardando le nuvole mi accorsi che parevano schizzi minuti di vernice bianca trascinata inerme da soffi di vento verso un luogo distante in cui stavo andando. Perciò seguii con lo sguardo il sentiero nel cielo e mi apparve una enorme, immensa bottiglia che sostava immobile su quel mare colmo di passanti. &lt;br /&gt;Ma questo involucro di vetro aveva tre sostanziali differenze dagli altri: il vetro era opaco, perciò non si poteva vedere cosa contenesse; era inconcepibilmente più grande, infatti anche le onde più alte e più violente si frangevano sulla sua superficie come fossero delicate, minuscole carezze; ed infine il collo della bottiglia aveva un piccolo spicchio sotto la superficie del mare quasi come l’entrata di un igloo. Era chiaro: da lì le navi potevano passare.&lt;br /&gt;Presi il timone e diressi la mia nave verso l’entrata della bottiglia opaca.&lt;br /&gt;Il cuore si placava man mano che mi avvicinavo ed una serenità avvolgente mi pervase. &lt;br /&gt;Cominciai a capire ogni cosa. Tutti gli aspetti della mia vita mi erano chiari. &lt;br /&gt;Li rividi uno dopo l’altro, lentamente, mentre mi avvicinavo al passaggio per entrare. Rividi la mia nascita e ricordai cosa avevo provato; mi rividi all’asilo con la mia prima amica, rividi la scuola, le liti e le soddisfazioni in famiglia, rividi le esperienze sentimentali, gli errori commessi. E rividi il 29 febbraio 2008. Il mio compleanno. Quando camminavo sul ciglio della strada. Quando vidi le luci abbaglianti e poi più nulla. Quando venni investita e morii.&lt;br /&gt;Fu subito dopo aver rivisto la mia morte che il vetro spesso che circondava la mia nave si crepò e si ruppe in minuscoli, infiniti frammenti talmente sottili da sembrare una pioggia di polvere lucente. &lt;br /&gt;Quindici anni di naufragio fu la mia vita.&lt;br /&gt;E solo allora parlai, anzi gridai la gioia della deriva interrotta mentre entravo nella bottiglia opaca e raggiungevo l’isola che si celava al suo interno. &lt;br /&gt;Ero libera. Ero beata. Ed urlai le ultime paure gettandomi verso il nuovo cielo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-9201345638632126565?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/9201345638632126565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=9201345638632126565&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/9201345638632126565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/9201345638632126565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2010/05/denise-altrove.html' title='Denise Altrove'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-8591955453906400778</id><published>2010-04-22T14:50:00.002+02:00</published><updated>2010-04-22T14:57:32.739+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Pensieri di un soldato</title><content type='html'>Devo fare una premessa: questo testo è un esercizio di scrittura creativa. L'unico vincolo imposto era quello di far apparire nel racconto una bambina bionda, una donna senza un braccio, un fucile ed una lepre. Sono riuscito a mettere tutti i soggetti, ma ho dovuto snaturare il concetto di lepre tramutandolo nel nome di una missione. Giudicate voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Vietnam tutto è normale.&lt;br /&gt;Non ho ancora mai visto espressioni di stupore sulla faccia di nessuno.&lt;br /&gt;C’è il dolore, l’agonia, la rassegnazione, la follia, ma non lo stupore.&lt;br /&gt;Corriamo avanti e indietro nel sangue e nei liquami accumulati sul fondo delle trincee concentrati nello sparare alla cieca fra la fitta boscaglia. E ci urliamo, forse per convincerci, che li abbiamo ammazzati quei bastardi.&lt;br /&gt;Vietcong, Charlie, musi gialli, di nomi ne hanno infiniti, di volti neanche uno. &lt;br /&gt;Se ci soffermassimo solo un istante a riflettere che anche quegli ammassi di carne fumante hanno un volto… bé, forse non cambierebbe nulla.&lt;br /&gt;Oramai la realtà l’abbiamo perduta.&lt;br /&gt;O l’abbiamo barattata per una ragione valida.&lt;br /&gt;“Missione Lepre”: sono qui per questo.&lt;br /&gt;Lepre per due motivi: devo far “saltare” in aria tutti quanti fino a quando non mi “saltano” i nervi. Questi sono i motivi che credo io.&lt;br /&gt;Il problema qui è questo: prima o poi si diventa pazzi senza sapere neanche il perché, è solo una questione di tempo.&lt;br /&gt;Dev’essere l’odore di morte che si respira, e la consapevolezza che così tanto sangue scorre solo all’Inferno. E chi visita l’Inferno prima di morire desidera solo aver indietro per pochi minuti la sua vita perduta. Rivedere la propria famiglia per ripetere un’ultima volta le banalità fondamentali. Sfiorare ancora le ciocche dorate della propria figlia.&lt;br /&gt;Sono tutti appigli in questo perpendicolare muro liscio grondante di lacrime.&lt;br /&gt;E divengono talmente vividi nella tua mente che è la realtà stessa a sfumare. A mutare in incubo.&lt;br /&gt;Perché qui il terrore regna sovrano e rende possibile ogni azione.&lt;br /&gt;Una donna che impugna un lanciarazzi viene colpita ad un braccio che le esplode istantaneamente. Si mette a correre disperata verso una capanna arsa dalle fiamme lasciando una scia di sangue dietro sé. &lt;br /&gt;Pare un percorso da seguire. Una strada senza curve.&lt;br /&gt;Le sparo alla schiena un colpo di fucile.&lt;br /&gt;Quel fragile corpo viene spinto a mezz’aria dalla forza dell’impatto e ricade inerme di fronte alla porta della capanna.&lt;br /&gt;Mi avvicino per capire se sia ancora viva quando esce dal fumo, gattonando, una bambina candida con ciocche dorate.&lt;br /&gt;Tutti i vietnamiti che ho incontrato fino ad ora hanno pelle olivastra e capelli scuri. Questa bambina è insolita, quasi paradossale per un luogo come questo. &lt;br /&gt;Mi fissa stupita con occhi d’altrove. Mi fissa stupita da dentro il mio cuore.&lt;br /&gt;Giro lo sguardo e la lascio di fronte al cadavere della donna monca mentre la capanna crolla.&lt;br /&gt;L’umanità va contro gli ordini dei superiori. &lt;br /&gt;Ma in Vietnam, per fortuna, tutto è normale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-8591955453906400778?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/8591955453906400778/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=8591955453906400778&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/8591955453906400778'/><link rel='self' 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dichiararsi l’amante dell’arte.&lt;br /&gt;Quell’arte regina dei mille suoi servi;&lt;br /&gt;quell’arte sgualdrina nei letti dei folli.&lt;br /&gt;Parole cullate fra mani pazienti,&lt;br /&gt;fiorite nei calli di menti stupite&lt;br /&gt;dal loro prezioso, sublime destino&lt;br /&gt;dell’essere schiave d’un dono divino.&lt;br /&gt;Pregiati pennelli intrisi d’azzurro,&lt;br /&gt;del fulvo tramonto e bianchi sospiri;&lt;br /&gt;colori fragranze di frasi scontate&lt;br /&gt;dall’uomo innalzate a versi sinceri.&lt;br /&gt;Ed ecco l’angoscia di tosse ed affanno,&lt;br /&gt;si libra rapace, vorace di carne;&lt;br /&gt;la mano abbandona adagio la penna&lt;br /&gt;lasciando il finale per sempre incompiu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-137550031798970385?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/137550031798970385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=137550031798970385&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/137550031798970385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/137550031798970385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2010/03/ultimi-versi.html' title='Ultimi versi'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-333391048797870431</id><published>2010-03-05T16:21:00.002+01:00</published><updated>2010-03-05T16:35:52.137+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Solo 10 parole</title><content type='html'>Venne colpito da una maledizione ancor prima di nascere: nell’arco della sua vita avrebbe potuto pronunciare solo 10 parole.&lt;br /&gt;Non una di più.&lt;br /&gt;Non una di troppo.&lt;br /&gt;“Sarà un idiota” disse lo scettico.&lt;br /&gt;“Sarà un saggio” disse l’intellettuale.&lt;br /&gt;Cosciente del suo destino sin da neonato non proferì prime parole, nessun verso, né lallazioni.&lt;br /&gt;Neppure crescendo si decise ad emettere verbo.&lt;br /&gt;Leggeva, studiava, approfondiva conoscenze d’ogni genere, ma stringeva la mano al silenzio compagno.&lt;br /&gt;Avrebbe potuto pronunciare una frase storica dovuta al profondo apprendimento della conoscenza umana; avrebbe potuto sconvolgere gli scienziati con una formula matematica rivoluzionaria; avrebbe potuto conquistare il cuore d’ogni fanciulla donando a lei le sue 10 parole.&lt;br /&gt;Ma no. Non lo fece. Pareva aspettasse.&lt;br /&gt;Chissà cosa… Chissà quando… Chissà perché…&lt;br /&gt;Si iniziò a dubitare di lui:&lt;br /&gt;“E’ un idiota” disse l’intellettuale.&lt;br /&gt;“E’ un saggio” disse lo scettico.&lt;br /&gt;Dopo aver interiorizzato lo scibile umano, iniziò a viaggiare.&lt;br /&gt;Guardava gli amori, fissava le angosce, viveva esperienze per mano di altri.&lt;br /&gt;Era al di là dei sentimenti non perché non li provasse, tutt’altro: lui voleva capirli.&lt;br /&gt;I suoi li conosceva bene in teoria, ma non credeva bastassero.&lt;br /&gt;E diffidava dalla pratica concependola fuorviante.&lt;br /&gt;Passarono anni, ed il bivacco d’ogni suo attimo era in un luogo distante.&lt;br /&gt;Visse centinaia di avventure scritte da estranei e maturò, o almeno così pareva.&lt;br /&gt;Lasciò bianco il suo corpo mentre tutti attorno a lui si dipingevano di mille sfumature diverse.&lt;br /&gt;I suoi colori erano le sue 10 parole. Ed aspettava, quindi.&lt;br /&gt;Invecchiò il suo fisico, deteriorò la sua mente, si logorò il suo desiderio d’apprendere.&lt;br /&gt;Infine vagava solo nella confusione di ciò che aveva.&lt;br /&gt;Quand’ecco che, al suo tramonto, mi fece chiamare.&lt;br /&gt;Il suo capezzale era circondato da massicci volumi e foto di visi. E su quei visi i lineamenti come crepe, ad indicare le esperienze passate, si univano per formare un altro volto, quello di un uomo che non aveva mai vissuto davvero.&lt;br /&gt;Mi fece avvicinare al letto e, dopo essersi seduto con fatica, fissandomi, sorrise e parlò. Fu un sospiro colmo di più voci tristi e soavi:&lt;br /&gt;“Solo una parola è la sostanza dell’uomo: Altrove”&lt;br /&gt;Parlò una sola volta. Espresse la sua vita.&lt;br /&gt;E risparmiò anche una parola.&lt;br /&gt;Invece di pitturarsi dei suoi stessi preziosi vocaboli espresse il suo giudizio riguardo me, se stesso, tutti gli altri. Ognuno puntava altrove, sempre. La meta era eternamente un passo più avanti.&lt;br /&gt;Ma credo anche lui ci cascò nel tranello. Credeva di essere rimasto incolore per scelta, ma era un uomo, come tutti. E chiudendo gli occhi, nella fine, seppelliva i rimpianti che ognuno nasconde.&lt;br /&gt;Forse uno, forse troppi.&lt;br /&gt;Alcuni dissero che la usò, l’ultima parola, mentre spirava, per gridare un triste “Addio” o un serafico “Imbecilli”. Ma a me piace credere che non l’abbia fatto.&lt;br /&gt;Perché la maledizione non era un suo rimpianto.&lt;br /&gt;Non serviva dire altro. &lt;br /&gt;In verità non serve dire nulla.&lt;br /&gt;Così termina la sua storia colma di silenzi, pensieri e identità. Altrove.&lt;br /&gt;“Era un idiota” disse lo scettico.&lt;br /&gt;“Era un idiota” disse l’intellettuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-333391048797870431?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/333391048797870431/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=333391048797870431&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/333391048797870431'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/333391048797870431'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2010/03/solo-10-parole.html' title='Solo 10 parole'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-2171693520317246242</id><published>2010-02-15T20:55:00.002+01:00</published><updated>2010-02-16T08:58:56.883+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Lettera di un suicida che, suo malgrado, aveva uno scopo.</title><content type='html'>Non posso vivere e liberarmi. La vita esclude questa possibilità.&lt;br /&gt;Non c’è soluzione nella realtà.&lt;br /&gt;Ho cercato un’alternativa e, dopo aver passato in rassegna tutte le ipotesi mi sono reso conto dell’inutilità del compito.&lt;br /&gt;La soluzione è solo questa: niente più strade; mai più scopi.&lt;br /&gt;Col tempo capii che l’unico modo per elevarmi da questo circo mefistofelico, da questa prigione d’agonia, era quello di eliminare tutti i desideri, tutti i sogni e gli scopi, cancellare ogni bisogno. &lt;br /&gt;Che fosse un bisogno biologico, sentimentale, lavorativo o psicologico.&lt;br /&gt;Iniziai dal licenziarmi, smettere di fare sport, frequentare gli amici e qualsiasi luogo.&lt;br /&gt;Dopo alcune settimane non provavo più il bisogno di confidarmi, di avere successo e neppure di parlare. Me ne sono andato di casa e mi sono appostato sotto questo ponte.&lt;br /&gt;Sono riuscito lentamente ad allontanarmi dalla realtà. Posso sentire la libertà che cercavo come fosse un velo che caldo mi avvolge. Una leggerezza spirituale incredibile non intaccata dal fatto che non mangio e bevo da un giorno, né dalla mia nudità.&lt;br /&gt;Il mio panorama si spalanca di fronte a me, le rocce friabili vengono spostate dai piedi nudi rotolando nel mio vuoto. Quel vuoto colmo di luce.&lt;br /&gt;Ma mi trattiene una sola cosa. Ironia del destino l’unico scopo che non posso evitare di soddisfare: il bisogno di lasciare alle spalle ogni bisogno.&lt;br /&gt;Non posso non desiderare ciò che giustifica le mie azioni; non posso disfarmi dal motivo del mio gesto. Tutti siamo guidati  da noi stessi. Perciò vi lascio questo scritto come monito dell’inutilità della ricerca.&lt;br /&gt;Ognuno può crearsi il suo scopo, perché non né esiste uno solo, ma soprattutto non è possibile non averne.&lt;br /&gt;Che lo vogliamo o meno.&lt;br /&gt;Io ho perduto.&lt;br /&gt;La realtà esige uno scopo da ognuno di noi. Non esistono azioni prive di senso, senza una meta. &lt;br /&gt;Ed io non posso liberarmi qui.&lt;br /&gt;In questo mondo.&lt;br /&gt;In questa vita.&lt;br /&gt;Devo distruggere me per distruggere loro.&lt;br /&gt;Forse altrove vincerò, o forse la sconfitta non brucerà così tanto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                       Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-2171693520317246242?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/2171693520317246242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=2171693520317246242&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/2171693520317246242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/2171693520317246242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2010/02/lettera-di-un-suicida-che-suo-malgrado.html' title='Lettera di un suicida che, suo malgrado, aveva uno scopo.'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-8273629252451733902</id><published>2009-12-14T19:37:00.001+01:00</published><updated>2010-05-23T20:38:01.314+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesie'/><title type='text'>Il borgo dei poeti</title><content type='html'>Le vie polverose d’un borgo lontano&lt;br /&gt;paiono il campo d’assurde battaglie&lt;br /&gt;fra spade di versi e picche di rime&lt;br /&gt;per far trionfare poeti canaglie.&lt;br /&gt;Nel pugno la penna ed un foglio in mano,&lt;br /&gt;in groppa a destrieri d’effimere forme,&lt;br /&gt;quell’aulica arte intrisa di brame,&lt;br /&gt;di sogni infantili e passioni inferme.&lt;br /&gt;V’è un tacito accordo fra quei contendenti,&lt;br /&gt;un patto d’onore, di stupido orgoglio:&lt;br /&gt;del sangue di tutti gli artisti perdenti&lt;br /&gt;sia lesto bagnato qualunque lor foglio.&lt;br /&gt;Ma legge terrena e degna morale&lt;br /&gt;punisce il reato d’uccidere l’uomo,&lt;br /&gt;perciò i vincitori d’alloro infernale&lt;br /&gt;si godono in cella la gloria di fumo.&lt;br /&gt;Seppure coscienti del loro destino&lt;br /&gt;non temono il ceppo e la scure del boia,&lt;br /&gt;e  tutti i cantori convinti perfetti&lt;br /&gt;aspettano il fato ridendo di gioia.&lt;br /&gt;E’ questa la vita nel borgo lontano,&lt;br /&gt;le strade del sangue di anime fuochi&lt;br /&gt;e dietro le sbarre assassini eletti&lt;br /&gt;dimoran beati nell’Eden dei pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-8273629252451733902?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/8273629252451733902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=8273629252451733902&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/8273629252451733902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/8273629252451733902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/12/il-borgo-dei-poeti.html' title='Il borgo dei poeti'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-5021169066022989450</id><published>2009-11-27T22:15:00.003+01:00</published><updated>2009-11-27T22:19:30.125+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Io sono ossessione</title><content type='html'>“Ho un cancro al cuore, mi resta poco tempo da vivere. Ora baciami.”&lt;br /&gt;Ero scioccata.&lt;br /&gt;Non mi aveva lasciato neppure pochi istanti per riconoscerlo, dopo aver aperto la porta, che le sue parole mi investirono rovinosamente.&lt;br /&gt;Smunto e pallido mi fissava di nuovo dopo quindici anni con gli stessi occhi.&lt;br /&gt;Gelidi.&lt;br /&gt;E l’aria invernale rendeva concreta la freddezza del suo sguardo.&lt;br /&gt;Nonostante fossi scossa più dalla visione che dalla rivelazione, risposi prontamente:&lt;br /&gt;“Che ci fai qui…? Cosa…”&lt;br /&gt;Non mi lasciò finire.&lt;br /&gt;“Quindici anni fa mi hai respinto, non hai voluto credere che per te avrei abbandonato tutto….tutte. Ho tentato di convincerti, e lo credevo davvero, ma tu diffidavi. Sono qui per la promessa, il nostro patto.”&lt;br /&gt;Provavo tenerezza nello scorgere le sue labbra tremanti, ma emanava dal corpo una fermezza indescrivibile, la forza di volontà scaturita dalla speranza nutrita disperatamente per anni.&lt;br /&gt;Mi accorsi solo allora degli indumenti fradici di pioggia e aspettative.&lt;br /&gt;Un morente uomo solo alimentato da uno scopo. &lt;br /&gt;Io.&lt;br /&gt;“Già -dissi- l’ultimo bacio. Il fatto che nessuno dei due abbia potuto avere l’altro ci ha permesso di vivere nel desiderio. Non iniziando una relazione e non potendo appagare i nostri istinti siamo riusciti a far sopravvivere l’amore fra noi.”&lt;br /&gt;I suoi occhi erano sgranati; probabilmente non chiudeva le palpebre da quando mi aveva visto.&lt;br /&gt;“Esatto. Ma ora è la fine, e come d’accordo dobbiamo baciarci. L’atto che fungerà da firma per il nostro amore eterno.”&lt;br /&gt;Sorrisi.&lt;br /&gt;Ma la mia soddisfazione era talmente profonda che le labbra non si trattennero e formarono un ghigno di puro trionfo.&lt;br /&gt;Non si accorse di nulla lo sciocco.&lt;br /&gt;Non poteva farlo nella sua illusione.&lt;br /&gt;Il piacere si tramutò in parole febbrili fuoriuscite dall’anima.&lt;br /&gt;La mia anima oramai fedele compagna del suo cuore affannato.&lt;br /&gt;“Questo è quello che credi di aver sempre voluto, l’amore eterno. In realtà tu volevi soltanto me.&lt;br /&gt;Per tutto questo tempo hai immaginato, sognato, desiderato con tutto te stesso, in maniera totale, solo un mio bacio…un mio semplice bacio.&lt;br /&gt;Sai, invece, io per cosa ho vissuto?&lt;br /&gt;Per uomini che mi elevassero a loro regina, a loro dea. &lt;br /&gt;Qualcuno che mi idolatrasse a tal punto da rovinare la sua vita per me, da donarla a me, non concretamente, ma spiritualmente.&lt;br /&gt;L’amore…la forma più pura di venerazione.&lt;br /&gt;Ed eccomi, quindi:  Io sono Dio.&lt;br /&gt;Un Dio con pochi seguaci, ma veri. Talmente fedeli da porre la loro morte in secondo piano.&lt;br /&gt;Hai vissuto grazie a me, ed Io per te.&lt;br /&gt;Sono la tua perfezione, la tua ossessione, ma, soprattutto, il tumore che ti ucciderà.”&lt;br /&gt;Chiusi la porta piangendo e ridendo dall’esaltazione, dal furore e dalla fine nei suoi occhi.&lt;br /&gt;…un’altra vittoria….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                            Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-5021169066022989450?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/5021169066022989450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=5021169066022989450&amp;isPopup=true' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/5021169066022989450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/5021169066022989450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/11/ho-un-cancro-al-cuore-mi-resta-poco.html' title='Io sono ossessione'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-3061687785333508847</id><published>2009-10-29T21:23:00.003+01:00</published><updated>2009-11-06T19:02:20.198+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesie'/><title type='text'>Io!</title><content type='html'>Vivo per terre sperdute lontane &lt;br /&gt;d'un mondo abitato da bambole umane.&lt;br /&gt;Esseri fatti con arti di ferro, &lt;br /&gt;corpi d'acciaio e pelle di rame,&lt;br /&gt;cuori pulsanti di sangue benzina,&lt;br /&gt;lacrime nere di denso catrame.&lt;br /&gt;Tacita legge e accordo severo&lt;br /&gt;caratterizza la nostra cultura:&lt;br /&gt;tutti i suoi pezzi ognuno li dona &lt;br /&gt;e li riceve in egual misura.&lt;br /&gt;Quindi nessuno può essere sé stesso&lt;br /&gt;e solo con gli altri puoi sentirti uno;&lt;br /&gt;ma se uno è per tutti e non per sé stesso &lt;br /&gt;sul nostro pianeta non vive nessuno!&lt;br /&gt;Decisi, in passato, di ribellarmi:&lt;br /&gt;la mia identità divenne la meta;&lt;br /&gt;febbrile vagai fra il popolo automa&lt;br /&gt;scorgendo il crepuscolo vago di vita.&lt;br /&gt;Per anni cercai, senza fermarmi,&lt;br /&gt;il codice d'ogni parte di me;&lt;br /&gt;e infine vestito di anima e forma&lt;br /&gt;ho lieto goduto la gloria del "Sé".&lt;br /&gt;Son ormai secoli che piango da solo&lt;br /&gt;questo trionfo di essere solo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                Latitante&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-3061687785333508847?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/3061687785333508847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=3061687785333508847&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/3061687785333508847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/3061687785333508847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/10/io.html' title='Io!'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-3232005229717228772</id><published>2009-10-23T01:16:00.003+02:00</published><updated>2009-10-23T11:38:32.486+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mentalmente poco stabile'/><title type='text'>Più domande che punti.</title><content type='html'>La parola "condizionamento" non suggerisce niente a nessuno?&lt;br /&gt;La cosa strana ,oserei dire quasi ridicola, è che la mente umana di fronte ad un determinato fenomeno, camuffato con gli abiti griffati di una realtà finta, possa ingannare l'occhio sino ad auto-convincersi che, quello di fronte a loro, nel film evento dell’anno, è per forza il fratello dell'attore famoso: dai le somiglianze sono lampanti!&lt;br /&gt;Come si fa dopo ad accettare che la situazione l’ha creata il tuo cervello? Come ti accetti la consapevolezza del fatto che il fratello non era quello che credevi tu ma un’ attore secondario?&lt;br /&gt;Poniamo di scoprire, ovviamente si continua per esempi, di avere un 90% di possibilità di prendere una malattia neurologica ereditaria, che so.. la depressione. &lt;br /&gt;Quasi sicuramente ti auto-convinceresti che tutti i sintomi ci sono sempre stati e che sono stati ogni giorno più lampanti, addirittura che proprio quei medesimi segni premonitori hanno modificato l'intera tua esistenza spingendoti a comportamenti che altrimenti non avresti compiuto.&lt;br /&gt;Una volta consapevole della presenza di questo male quale sarebbe il comportamento più consono? Abbandonarsi ad un destino ormai in caduta libera della serie "se peggiora ulteriormente l'unica idea che ho è il suicidio di massa giapponese" o cercare di contrastare un'inevitabile conclusione che non necessariamente deve avverarsi? &lt;br /&gt;Poniamo gli estremi a livelli imbarazzanti: poniamo persino che la depressione ce l'hai con certezza.&lt;br /&gt;Le cose cambierebbero sul serio?&lt;br /&gt;Dopo tutto hai condiviso una vita con essa.&lt;br /&gt;Saresti dunque influenzato da quel particolare contesto?&lt;br /&gt;Qui non si parla di conformismo o di anticonformismo, non si parla nemmeno di condizionamento puramente esterno perchè nessuno ti ha mai inconsciamente portato a medesimi comportamenti.&lt;br /&gt;Ma di che diavolo possiamo parlare?&lt;br /&gt;Adattamento fisiologico al contesto? &lt;br /&gt;Caspita no perchè dopo tutto non è necessariamente del contesto che si parla ma più che altro di una tua indipendente scelta personale che ti ha portato ad attribuire ogni causa dei mali passati persino giustamente se vogliamo a quella patologia.&lt;br /&gt;Ma di che si tratta allora?&lt;br /&gt;Se tu non avessi mai saputo della sua esistenza la vita sarebbe proseguita sulla stessa lunghezza d'onda, sulla medesima scia di abitudini pensieri e comportamenti.&lt;br /&gt;Ora ho ipotizzato l'effettiva esistenza della malattia, ma se invece tu appartenessi al 10% di possibilità, ossia se tu fossi sano, senza saperlo?&lt;br /&gt;Attribuiresti ogni momento buio, ogni pianto disperato e delirio ad occhi sbarrati a quella fottuta patologia neurologica a prescindere dalla sua esistenza o meno.&lt;br /&gt;Agisci in quella determinata maniera perchè....?&lt;br /&gt;Insicurezza? Semplice debolezza? &lt;br /&gt;L'essere umano deve per forza cadere in dettagli simili distorcendo la propria serenità con tasselli non sempre gratificanti?&lt;br /&gt;Ora forse l'esempio citato era tendenzialmente esagerato, ma se ne poniamo in essere un'altro, che so, magari la capacità mistica di una canzone di modificare ogni tuo modo di vedere le cose, di pensare, ogni tuo comportamento, ogni tua idea, della serie "senza quelle note, senza quelle parole io non potrei essere io" di cosa diavolo si sta parlando?&lt;br /&gt;Elevazione: Leggo Kerouac, capisco più di quello che potrei capire leggendo Topolino e grazie a questo mi innalzo intellettualmente?&lt;br /&gt;Troppo facile.&lt;br /&gt;Ascolto i Pink Floyd, li ritengo una gruppo di spessore per quell'onda anomala rock che nei 60/70 ha attraversato la materia grigia umana, e per questo sicuramente posso considerarmi un gran pensatore?&lt;br /&gt;Ti piacerebbe.&lt;br /&gt;Ancora, guardo film complessi che riescono a sviluppare la mia mente ed a tenerla allenata solo così il mio ego potrà raggiungere quello del suo creatore.&lt;br /&gt;Sommando tutti questi fattori un uomo deve per forza adeguare il suo cervello ad un tenore di vita senza includerli tutti contemporaneamente? &lt;br /&gt;Come ascoltare Madonna, leggere Marquez , guardare "Gossip Girl" e Woody Allen uno dopo l'altro, avere una malattia neurologica e continuare la propria esistenza e non dare ogni merito a quella canzone che ti ha cambiato l'esistenza… o deve necessariamente proseguire per compartimenti stagni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mentalmente poco stabile&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-3232005229717228772?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/3232005229717228772/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=3232005229717228772&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/3232005229717228772'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/3232005229717228772'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/10/piu-domande-che-punti.html' title='Più domande che punti.'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-7737337219168297514</id><published>2009-10-16T16:28:00.003+02:00</published><updated>2009-10-16T17:04:52.821+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valori'/><title type='text'>Valori</title><content type='html'>"Uccidere la gente non è sbagliato."&lt;br /&gt;Rimasi per un attimo scioccato di fronte a questa affermazione.&lt;br /&gt;Erano solo due settimane che avevo in cura questo ragazzo quindicenne, e, fino a quell'istante, non mi era parso problematico, anzi piuttosto sveglio; ma nel sollevare la testa dal taccuino incontrai un paio di caldi occhi seri che, fissandomi, parevano sostenere con naturalezza la frase appena pronunciata.&lt;br /&gt;Il sostantivo generico -gente- mi preoccupò, ma non ero del tutto sicuro cosa intendesse con precisione o quali fossero i suoi valori, perciò indagai con cautela:&lt;br /&gt;"Cosa intendi dire?"&lt;br /&gt;Lui, continuando placido e sicuro, rispose:&lt;br /&gt;"Se non viene dato un valore alla vita umana allora questa non né ha."&lt;br /&gt;Affermazione agghiacciante, seppur logica.&lt;br /&gt;Tenni immobili i muscoli del viso per non palesare il mio stupore, ma lui se ne accorse lo stesso ed esultò inarcando leggermente in un sorriso l'angolo destro della bocca.&lt;br /&gt;Si trasformò in una subdola partita a scacchi.&lt;br /&gt;"Infatti" dissi "ognuno di noi dà un significato alla vita, e crescendo si imparano dei valori che ci permettono di convivere nella società; se neghi il fatto che ognuno di noi abbia diritto di vivere, neghi la tua umanità."&lt;br /&gt;Il suo sguardo era talmente fervido ed avvolgente che mi sentivo soffocare.&lt;br /&gt;Rispose solenne:&lt;br /&gt;"Non credo sia vero. Anche -umanità- è un termine. Qualcosa a cui si può dare un significato soggettivo, come tutto il resto. Noi abbiamo creato delle regole per convivere in società, e la società opera nel far rispettare quelle regole permettendoci di sopravvivere in apparente armonia; ma l'uomo, in quanto individuo, è totalmente libero. Decide per sé cos'è giusto o sbagliato. Io la penso così."&lt;br /&gt;Con le ultime parole poneva una diga fra me e lui; arroccava il suo re in una difesa serrata.&lt;br /&gt;La totale assenza di incertezze, di dubbi, di condizionali nelle sue frasi iniziò a spaventarmi.&lt;br /&gt;Un quindicenne davvero intelligente.&lt;br /&gt;E pericoloso.&lt;br /&gt;Mi sentivo scultore di fronte ad un'opera ultimata.&lt;br /&gt;Una diabolica opera inquietante.&lt;br /&gt;"Quindi credi che non esista nulla di innato?"&lt;br /&gt;Inamovibile:&lt;br /&gt;"No."&lt;br /&gt;"E che le regole interpersonali siano sbagliate?"&lt;br /&gt;"Non mi interessa. Nulla è sbagliato se non credi lo sia. Ciò che è giusto per me non deve necessariamente esserlo per gli altri. Le mie regole sono differenti da quelle altrui."&lt;br /&gt;Non avevo idea di come agire.&lt;br /&gt;Pareva credere profondamente, intimamente tutto ciò che sosteneva.&lt;br /&gt;La scacchiera si stava svuotando.&lt;br /&gt;Dei miei pezzi.&lt;br /&gt;"Ed in che modo sono differenti le tue regole?"&lt;br /&gt;Senza pause, deciso come sempre disse:&lt;br /&gt;" Il fatto che non credo la vita abbia valore se non glielo si dà è una; un'altra è che non voglio essere obbligato a fare le cose..."&lt;br /&gt;Lasciò la frase in sospeso per pochi secondi.&lt;br /&gt;"Il preside mi ha costretto a venire da lei, e, ormai, sono stufo."&lt;br /&gt;Lentamente estrasse una pistola dall'interno della sua giacca sportiva. Me la puntò contro e continuò:&lt;br /&gt;"Lo sa che fino a quando non dà il consenso non posso smettere di presentarmi da lei, e mia madre ci sta soffrendo molto. Quindi ora le consiglio di firmare quei moduli e lasciarmi andare."&lt;br /&gt;Fissavo l'arma terrorizzato, respirando il meno possibile quasi potessi far scattare il grilletto.&lt;br /&gt;Era la prima volta che venivo minacciato.&lt;br /&gt;Da un ragazzino.&lt;br /&gt;Con una pistola.&lt;br /&gt;Per quanto mi piacessero le nuove esperienze stavo per svenire.&lt;br /&gt;Ritrovando l'unica goccia di coraggio dispersa nell'oceano di autoconservazione ed utilizzando a malapena le corde vocali affette da parziale paralisi, bisbigliai:&lt;br /&gt;"&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Se...se non lo facessi...mi uccideresti&lt;/span&gt;?"&lt;br /&gt;Sorrise il suo viso.&lt;br /&gt;Ed era un viso così innocente...&lt;br /&gt;"La sua vita non ha nessun valora per me, mentre quella di mia madre ne ha molto. Perciò se vuole essere al sicuro da me le chiedo due cose: una firma e il suo silenzio."&lt;br /&gt;La mia audacia sentenziò: accordo accettabile.&lt;br /&gt;Con vistosi gesti mi avvicinai alla scrivania, presi il blocco di moduli, li firmai, glieli consegnai e rimasi fermo, in piedi, al centro della stanza.&lt;br /&gt;Il ragazzo li sfogliò con cura, controllò una seconda volta e, certo del successo della sua azione folle, li prese sotto braccio.&lt;br /&gt;"Grazie dottore. Addio."&lt;br /&gt;Nascose l'arma sotto la giacca e mi lasciò solo con la mia viltà, la mia paura ed uno sleale scacco al re.&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Latitante&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-7737337219168297514?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/7737337219168297514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=7737337219168297514&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/7737337219168297514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/7737337219168297514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/10/valori.html' title='Valori'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-966126084086123611</id><published>2009-10-05T01:44:00.012+02:00</published><updated>2009-10-05T11:30:23.054+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Filosofia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Imagine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bellezza'/><title type='text'>Filosofia: SinTh</title><content type='html'>&lt;a href="http://paoladifraia.files.wordpress.com/2009/07/aeapb27nkq3m8pa6aqxh3cm9o1_500.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 500px; DISPLAY: block; HEIGHT: 331px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://paoladifraia.files.wordpress.com/2009/07/aeapb27nkq3m8pa6aqxh3cm9o1_500.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vorrei partire, in questo mio intervento, dal concetto di “&lt;strong&gt;&lt;em&gt;servitudine volontaria&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;” prodotto da Etienne de la Boétie: “&lt;strong&gt;sebbene nessun essere umano possa essere trattato come uno schiavo senza soffrirne, accade spesso che ci si sottometta volontariamente a una forma di schiavitù quando non si è avuta la possibilità di conoscere altro. L' abitudine ci fa accettare l' inaccettabile. Accade a tutti&lt;/strong&gt;”.&lt;br /&gt;Questa semplice massima è stata tra le argomentazioni che più mi hanno aiutato ad allargare l’angolo di visuale verso il mondo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma partiamo dall’&lt;em&gt;inizio&lt;/em&gt;: ho trovato il centro di gravità permanente di ogni mio discorso, di ogni mio bisogno, nel valore della &lt;strong&gt;diversità&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;È stata una ricerca complessa e ostinata, come ostinato e forse azzardato è il mio cercare ordine a tutto, ma coincidente in fondo con la purezza semplice di una verità: &lt;em&gt;la diversità è un valore perché ogni cosa al mondo è unica nel suo esistere&lt;/em&gt;. Verità semplice, senza ombra di dubbio, ma non intuitiva. Almeno, non lo è stato, e non lo è per me.&lt;br /&gt;So che ci sono &lt;em&gt;cose giuste e cose non giuste&lt;/em&gt;, ed in quello in conformismo è doveroso.&lt;br /&gt;Ma non lo è se si tratta della distinzione tra &lt;em&gt;cose belle e cose non belle&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La bellezza è il modo che abbiamo di difenderci dalla morte, perché è la sola cosa che rende notevole la vita&lt;/strong&gt;. E &lt;em&gt;bisogna aver cura della capacità di vedere il bello nelle cose; bisogna allenarla questa capacità, proprio perché così si allena il senso stesso della vita, lo si ingrandisce, lo si fortifica&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;Noi tutti, col primo vagito, eleviamo la vita dal piattume nero della morte, solo perché troviamo nell’esistenza un contenuto: la bellezza. Senza bellezza non solo saremmo vuoti come i morti ma saremmo morti perché non troveremo nulla per cui vivere&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ebbene noi viviamo grazie alla bellezza, ma è anche la bellezza che vive grazie a noi. &lt;strong&gt;La bellezza infatti esiste solo se esiste l’uomo&lt;/strong&gt;: non c’è nulla di bello in sé. Siamo noi che troviamo bello qualcosa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Una vita è grande proporzionalmente alla capacità che ha il suo protagonista di trovare il bello nel mondo&lt;/strong&gt;. E se ci pensate un attimo, noi reputiamo taluni uomini come “&lt;em&gt;grandi uomini&lt;/em&gt;” perché essi hanno trovato nuove fonti di bellezza nelle cose del mondo. Uomini che hanno dato un senso &lt;em&gt;altro &lt;/em&gt;alla materia di cui è fatto il mondo. Uomini che hanno visto cose belle in cose che prima non erano reputate belle. Ed ecco che si torna al valore della diversità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Scritto intermedio&lt;/em&gt;: Questo è un possibile veicolo attraverso cui guardare al mondo, io credo sia valido perché credo che, più o meno consapevolmente, tutti noi ragioniamo in questi termini, e che &lt;strong&gt;tutto sia riducibile alla dicotomia bello-brutto&lt;/strong&gt; [è riemerso in questo momento il ricordo scolastico della filosofia antropologica di Hobbes, che pressappoco partiva dallo stesso punto. Che peccato, pensavo fosse roba mia :) ] &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Uomini grandi&lt;/em&gt; sono quelli che osservano le cose del mondo e ne trovano la bellezza; sono quelli che trovando bella la mente stessa degli uomini (la più importante cosa del mondo) hanno voluto applicarla in maniera inedita e forte a tutte le cose del mondo; [e sto parlando degli scienziati, da Leonardo Da Vinci, scienziato ante-litteram, a Galilei, a Newton, ad Einstein, a Weber, a Durkheim etc…]&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Uomini grandi&lt;/em&gt; sono poi quelli che trovano nuove bellezze nelle emozioni, coloro che sanno approfondire con nuovi punti di vista, con modalità e contenuti originali, emozioni già conosciute. Così facendo le fanno traboccare di bellezza, rispetto alla loro ordinaria capacità. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Farò solo un &lt;em&gt;esempio&lt;/em&gt; in questo caso, che servirà ad esplicitare ancora una volta, se non fosse ancora chiaro, il potenziale di enorme bellezza che trovo nelle diversità.&lt;br /&gt;Dice Fabrizio De Andrè nella sua ultima canzone, Smisurata Preghiera: “&lt;em&gt;per chi viaggia in direzione ostinata e contraria / col suo marchio speciale di speciale disperazione / tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi / per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Egli trova &lt;strong&gt;l’assoluta bellezza nella verità&lt;/strong&gt; (sia come uno scienziato che come un’artista); e secondo lui &lt;strong&gt;la vera verità risiede nell’umanità pura&lt;/strong&gt; (nel senso di umanità che tentai di dargli anch’io, con meno efficacia, diversi post fa); umanità pura, quella del nudo essere umano, e come tale &lt;strong&gt;la sola umanità non corrotta dal gioco infangante del capitalismo, l’umanità dei respinti, degli ultimi&lt;/strong&gt;. Solo qui sta la vera verità, la bellezza quindi. &lt;strong&gt;Solo davanti alla verità si può “consegnare alla morte una goccia di splendore”&lt;/strong&gt; (anche se certo, solo una goccia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ebbene, faccio questo &lt;em&gt;elogio al potenziale della diversità&lt;/em&gt; perché oggi vivo circondato da un immaginario collettivo, qualcuno direbbe in una “cultura”, che sta cercando di livellare ogni picco di originalità, di estro, puntando ad incamerare in un solo contenitore tutte le possibilità che ogni uomo ha di rendere bella e grande la sua vita. Un &lt;strong&gt;omologazione dilagante&lt;/strong&gt;, verso &lt;strong&gt;un solo modello&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E perché? Solo perché possa rientrare in qualche target, di modo da potergli vendere un prodotto. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Ma questo fa dei danni, ostacola le possibilità di crescita del senso stesso della nostra vita. Sottilmente da decenni stiamo subendo un &lt;em&gt;graduale restringimento della nostra autonomia di giudizio&lt;/em&gt;, siamo condizionati, come forse non è mai stato condizionato nessun uomo nella storia, con &lt;strong&gt;un’invadenza profonda nei nostri gusti (ossia ciò che troviamo bello) tesa a renderci prevedibili per il mercato&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo fanno ponendoci di fronte un modello di come dovremmo essere, fin nella più profonda intimità della nostra persona, &lt;em&gt;ci dicono come dovremmo viverci gli affetti, il sesso, i divertimenti, gli interessi, etc…, in generale, cosa inaudita, ci dicono esattamente che cosa è bello e cosa non lo è&lt;/em&gt;. Se ci pensiamo bene è proprio così, infatti noi &lt;em&gt;all’opposto abbiamo ben chiaro&lt;/em&gt; ciò che unanimemente nelle società di oggi si intende per mediocrità (ossia “&lt;em&gt;ciò che è da sfigati&lt;/em&gt;”), se un vestito, un modo di passare il sabato sera, un comportamento, un interesse è “&lt;em&gt;da sfigati&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Sono come tessere di un puzzle&lt;/em&gt;, che ricongiunte con un po’ di pensiero astratto, danno vita ad un modello di perfezione totalizzante di ciascun aspetto della nostra vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Scritto intermedio&lt;/em&gt;: Questo modello è così ben delineato in noi perché nel corso della sua storia il capitalismo ha affinato le armi, e sempre col solo fine di massimizzare i profitti, ha creato l’immaginario culturale ideale per poter vendere dei prodotti. Una &lt;strong&gt;“cultura” ideale&lt;/strong&gt; in quanto &lt;strong&gt;perfettamente delineata ed organica&lt;/strong&gt;; e questo non perché dei cervelloni nella notte dei tempi si sono messi attorno ad un tavolo e hanno disegnato il modello perfetto, ma perché nella pubblicità è intrinseco un &lt;strong&gt;meccanismo che tende a perfezionare e a rendere più nitida, di volta in volta, l’immagine funzionale alla vendita del prodotto&lt;/strong&gt;. Infatti la pubblicità, diretta alla maggior parte possibile di persone, deve rivolgersi a target di consumatori, dall’ampiezza variabile (quelli più ampi sono economicamente più convenienti). Allora man mano la pubblicità e con essa la tv commerciale (ossia la tv che fa spettacoli per vendere spettatori alla pubblicità) nel tempo ha abbassato di livello culturale i propri messaggi, il livello culturale del concetto di bellezza (scadendo oramai solo sul piano del sesso e dei clichet), di modo che raggiungano un numero sempre maggiore di consumatori, allargando così la capacità dei target e rendendo così un profitto (pubblicità meno mirata = meno pubblicità = meno spesa). Intuite che dietro a questi meccanismi c’è uno studio, nulla è fatto a caso, e se ci fosse qualcosa che lo fosse, sarebbe improduttivo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Noi siamo nel cono d’ombra che si dirama dal punto all’infinito rappresentato da questo modello di assurda, innaturale e disumana perfezione&lt;/strong&gt;. E non ce ne accorgiamo. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;E' qui che si ricollega il concetto con cui ho aperto questo poema: siamo come un gregge in questo cono d’ombra, passiamo la vita a far diete e a farci le plastiche, per tendere a quel punto irraggiungibile, &lt;em&gt;senza accorgerci di essere pedine in un gioco di schiavitù culturale&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;mortificando le infinite possibilità di bellezza che possono arricchire la nostra esistenza, solo perché limitati da un paraocchi culturale&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Soprattutto la nostra generazione&lt;/strong&gt;, cresciuta nel periodo di massimo fulgore storico per la società dei consumi e dello spettacolo,&lt;strong&gt; è incatenata alla "servitudine volontaria"&lt;/strong&gt;. &lt;em&gt;Noi pensiamo come accettabile ciò che non lo è, che non lo può più essere, semplicemente alla luce delle conquiste razionali che la storia dell'uomo ci ha portato&lt;/em&gt;. Non si può e non si deve regredire. Noi non abbiamo avuto modo di conoscere altro (&lt;strong&gt;in termini significativi, il potere manipolatore della televisione è assoluto&lt;/strong&gt;), e questo ci ha reso accettabile l'inaccettabile. Ad esempio, noi ora pensiamo che sia naturale, accettabile la diffusione di malattie atroci quali l'anoressia, oppure la diffusione di un ideale di vita per cui la mia libertà può anche limitare quella altrui. Stiamo tornando indietro invece di andare avanti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Cambiando ottica verso la diversità, iniziandola ad apprezzare già in sé come concetto, prima che nelle sue applicazioni empiriche, possiamo&lt;strong&gt; trovare nuove fonti di bellezza, che rendano la nostra vita più grande e più sensata&lt;/strong&gt;, senza ricadere in quelle scontate, alla fine dei fatti poco appaganti.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Dobbiamo oggi uscire da questo opprimente cono d'ombra, essere in prima persona un'alternativa, “&lt;em&gt;viaggiare in direzione ostinata e contraria&lt;/em&gt;”, &lt;strong&gt;per noi prima di tutto;&lt;/strong&gt; e non per alti e utopici sogni sociali,&lt;strong&gt; ma per la nostra personale felicità&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Perchè l'ho dato per scontato, ma &lt;strong&gt;ho tutta l’impressione che la bellezza ci renda felici&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;oltre che davvero liberi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Scritto successivo&lt;/em&gt;: alla possibile obiezione della presunta esistenza di alcune componenti oggettive nel vedere la bellezza, ad es. guardando il corpo delle donne, rispondo dicendo che quello che per noi è un culone, come &lt;strong&gt;quello di beyoncé, in america è il prototipo del deretano perfetto&lt;/strong&gt; e fa allupare un sacco di gente; e che in perù i baffi sul viso delle donne non impediscono l’eccitazione dei peruviani e il proseguimento della specie. Non credo proprio ci siano componenti assolute in queste vicende.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;      &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Imagine&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-966126084086123611?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/966126084086123611/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=966126084086123611&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/966126084086123611'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/966126084086123611'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/10/filosofia-sinth.html' title='Filosofia: SinTh'/><author><name>Imagine</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04330636110183942230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_pvlOaNimSss/SCa4A4d_jPI/AAAAAAAAACE/Hye4FapyELI/S220/B00005QIPH_01_LZZZZZZZ.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-3772382476945075100</id><published>2009-09-23T09:02:00.003+02:00</published><updated>2009-09-25T15:10:52.288+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Tradizioni'/><title type='text'>Tradizione tradita</title><content type='html'>Avevo paura.&lt;br /&gt;Avevo una paura fottuta.&lt;br /&gt;Ero immobile di fronte alla porta di casa e le gambe parevano mutate in due pesanti blocchi marmorei. Anche i polmoni temevano ciò che stavo per fare, e dopo un rapido meeting, si erano accordati per uno sciopero costringendomi a rendere la respirazione un atto volontario.&lt;br /&gt;Ma era il momento di affrontarli.&lt;br /&gt;Dovevano ascoltarmi.&lt;br /&gt;D’altronde i genitori dovrebbero farlo sempre, e sempre dovrebbero sforzarsi di capirti.&lt;br /&gt;L’uso del condizionale nei miei pensieri la diceva lunga.&lt;br /&gt;Per tutto il giorno avevo ricercato il coraggio parlandone ai miei amici, alla mia ragazza, a me stesso; ed ecco giunto il fatidico momento....&lt;br /&gt;Con me la tradizione sarebbe finita.&lt;br /&gt;Mi avvicinai alla porta e percepii che probabilmente anche quel pezzo di legno provava delusione nei miei confronti; la aprii con difficoltà e mi parve cigolasse più a lungo del previsto solo per attirare subito l’attenzione su di me.&lt;br /&gt;Spinsi le mie estremità inferiori in salotto, dove mio padre e mia madre si istruivano sulla vita nutrendosi di televisione; mi posizionai fra la cucina ed il corridoio per avere due vie di fuga calcolate e, fagocitando avidamente l’aria attorno a me, gridai come un folle:&lt;br /&gt;“IO ODIO L’INSALATA DI POLLO!”&lt;br /&gt;Il silenzio fu immediato.&lt;br /&gt;Anche il giornalista televisivo mi stava fissando incredulo.&lt;br /&gt;Le sfumature di colore del viso di mio padre mutarono da ocra pallido a rosso cremisi. Mia madre singhiozzò di dolore portandosi le mani sul volto per nascondere lo stupore.&lt;br /&gt;Avevo due paia di occhi arrossati che spargevano combustibile sulla mia coscienza in fiamme. E la mia frustrazione, nutrita fino ad allora in segreto, poteva beatamente trasformarsi in palese senso di colpa.&lt;br /&gt;Il mio vecchio si alzò alla moviola; stava riguardando nella sua mente l’azione punitiva che avrebbe messo in atto fra pochi secondi.&lt;br /&gt;Socchiuse le labbra e sospirò dall’interno di una grotta:&lt;br /&gt;“Cos’hai detto….?”&lt;br /&gt;Ecco la prima condanna: ripetere il terribile reato commesso.&lt;br /&gt;“Ho detto che odio l’insa&lt;span style="font-size:85%;"&gt;lata di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt; pollo&lt;/span&gt;….”&lt;br /&gt;Il grido precedente si era reincarnato in un sussurro tendente al silenzio.&lt;br /&gt;Mio padre riprese scandendo ogni termine:&lt;br /&gt;“Sai che è una tradizione storica, di famiglia?....Un simbolo del nostro paese?”&lt;br /&gt;Seconda condanna: riflessione sulla profondità culturale della tradizione.&lt;br /&gt;Stavo scendendo rapidamente i gironi infernali.&lt;br /&gt;“Si, ma….”&lt;br /&gt;Continuò implacabile:&lt;br /&gt;“E che non è soltanto un’azione ma una cerimonia carica di significato?”&lt;br /&gt;Terza condanna: sentirsi inermi di fronte a domande retoriche.&lt;br /&gt;Ma volevo esprimere il mio punto di vista, perciò misi da parte la conta delle condanne e replicai pateticamente:&lt;br /&gt;“Si, ma non è diversa da altre insalate, è come un altro cibo qualsiasi. E a me il pollo fa schifo….”.&lt;br /&gt;La reazione fu immediata come lo scatto repentino del dito accusatore di mio padre:&lt;br /&gt;“MA COSA…..E’ MORTA DELLA GENTE PER QUESTO, PER DARCI QUESTA LIBERTA’….HO LAVORATO ANCH’IO PERCHE’ TU L’AVESSI.”&lt;br /&gt;L’inferno si aprì.&lt;br /&gt;Mi sentii un traditore di benefattori.&lt;br /&gt;Per la prima volta mia madre intervenne:&lt;br /&gt;“Calmati caro, è giovane. Deve ancora capire molto della vita. Deve imparare.”&lt;br /&gt;L’intromissione salvò la situazione, ma ormai la mia reputazione ai loro occhi era irrimediabilmente compromessa.&lt;br /&gt;Il mio vecchio si mosse in fretta per scaricare la tensione, mi si avvicinò ed una smorfia di disprezzo anticipò le sue parole:&lt;br /&gt;“Prima che tu possa deludere ancora la tua famiglia ti insegnerò il rispetto.”&lt;br /&gt;Con pochi, rigidi movimenti scomparve in cucina, e mentre tentavo di deglutire con forza il gusto del dolore, della paura e della bile che avevo in bocca sentii la sua voce da lontano:&lt;br /&gt;“Vai in camera tua. Domani all’alba svegliati. Andremo alle stie.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Latitante&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-3772382476945075100?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/3772382476945075100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=3772382476945075100&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/3772382476945075100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/3772382476945075100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/09/tradizione-tradita.html' title='Tradizione tradita'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-6514704601201564113</id><published>2009-08-18T12:24:00.000+02:00</published><updated>2009-08-18T12:25:17.368+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesie'/><title type='text'>Ai margini del mondo</title><content type='html'>Ridonda di continuo l’insulso motivetto.&lt;br /&gt;Immagini latenti di un sordido principio&lt;br /&gt;si aggrappano alle note che l’hanno consumata.&lt;br /&gt;La vita d’un bambino velata di disagi&lt;br /&gt;distrugge le speranze e i sogni d’una madre.&lt;br /&gt;Ai margini del mondo,&lt;br /&gt;disabili e diversi,&lt;br /&gt;l’assurdo tentativo di crescere felici.&lt;br /&gt;Nubi del passato intrise di dolore,&lt;br /&gt;alcool diluito con lacrime feroci.&lt;br /&gt;E’ stanca dell’inferno nel quale sta bruciando,&lt;br /&gt;straziata da quel figlio che non sarà mai uomo,&lt;br /&gt;e supplica, implora l’abisso più profondo&lt;br /&gt;di farla scomparire insieme ai suoi rimorsi.&lt;br /&gt;Rotola lontano la bottiglia di liquore.&lt;br /&gt;Ridonda di continuo l’insulso motivetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Latitante&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-6514704601201564113?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/6514704601201564113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=6514704601201564113&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/6514704601201564113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/6514704601201564113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/08/ai-margini-del-mondo_18.html' title='Ai margini del mondo'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-2953369762340044853</id><published>2009-08-09T21:37:00.005+02:00</published><updated>2009-08-10T01:18:25.523+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mentalmente poco stabile'/><title type='text'>Tentativo di associazione generazionale numero uno: completo fallimento.</title><content type='html'>C'ho provato, lo giuro c'ho provato davvero, ho tentato con ogni fibra del mio essere a comprendere il perchè di un possibile comportamento.&lt;br /&gt;Ma niente, nisba, nada, nothing, rien non c'è proprio stato verso!&lt;br /&gt;Voglio dire io stavo li, a guardarli mentre eseguivano i passi della controfigura imbarazzante di un ballerino veterano di guerra senza una gamba, eppure non capivo perchè sul loro viso ci fosse quell'espressione compiaciuta della serie "Oh si guardatemi ho tredici anni eppure ne dimostro 25, magia? no! semplicemente chirurgia plastica!"&lt;br /&gt;Per entrambi i sessi ovvio.&lt;br /&gt;Cos'è che determina i gusti di una persona? Che siano nella musica, che siano nel vestire, che siano nella scelta dei luoghi e del come divertirsi, qual'è la molla che scatena un'overdose di battoneria nelle 15enni del 2009? Perchè i ragazzini decidono di darsi all'autolesionismo scolandosi una bottiglia di wiski ad una sagra di paese dove tutti, dal primo giovane abitante di 67 anni al più maturo di 98, conosce i tuoi genitori?&lt;br /&gt;Domande catartiche.&lt;br /&gt;E se volessimo ipoteticamente cadere nei soliti clichè della serie "dipende dal contesto"?&lt;br /&gt;A riguardo mi sorge un dubbio, perchè permettetemi la citazione....se mia nonna nasceva con le ruote era un carretto, non ci si può sempre lanciare a volo d'angelo verso le supposizioni, bisogna lavorare con quello che si ha con i mezzi che ci si trova a disposizione.&lt;br /&gt;Basterà davvero giustificare la mancanza di buon senso con un brutto quadro familiare ("Oh me tapino! Papà perchè non mi hai mai portato a pescare?") o un giro di vite poco adeguato?&lt;br /&gt;Cerco a questo punto di immaginare un'altra vita per potermi immedesimare nel cervello di una tredicenne.&lt;br /&gt;Dopo tutto ne incarno già l'aspetto, non dovrebbe riuscirmi difficile, allora penso.&lt;br /&gt;Se mi trovassi nei loro panni ora potrei far parte del loro "gruppo", se i miei genitori non mi avessero dato diciamo qualche dritta magari ora non mi troverei a scrivere.&lt;br /&gt;Se fossero stati divorziati e non avessero avuto il tempo di offrirmi tutte le attenzioni che meritavo, se fossi entrata in una banda di squinzie disinibite che vogliono mostrare al mondo la loro "apertura" mentale, se mi avessero costretto a leggere top girl anzichè darmi la possibilità di leggere "La Repubblica" dall'età di 7 anni probabilmente ora ascoltrei i Tokio hotel.&lt;br /&gt;Se, se, se, se, se,........e se nascevo in iran portavo il velo,ero già sposata con otto figli e cinque figlie.&lt;br /&gt;Prospettiva rosea.&lt;br /&gt;Se fossi davvero nata in iran a quest'ora sarei già stata lapidata.&lt;br /&gt;Non possiamo basarci sull'ipotesi di vivere una vita parallela alla nostra, non voglio nemmeno giustificare (e nemmeno generalizzare) le nuove generazioni che si divertono in maniera tendenzialmente distante rispetto alla mia.&lt;br /&gt;Certo è che mi viene da criticarle.&lt;br /&gt;Non mi sono principalmente schierata dalla loro parte in questo post, probabilmente sono caduta senza volerlo in stupide generalizzazioni, mi sono limitata all'analisi di un campione di adolescenti, esprimendo l'opinione di una che della pubertà porta ancora i segni.&lt;br /&gt;E' la mia natura che viene a galla, l'unico talento innato di cui posso vantarmi temo.&lt;br /&gt;Sto divagando.&lt;br /&gt;Da cos'ero partita? A già!&lt;br /&gt;In sostanza, c'ho provato, ho dato loro il beneficio del dubbio, ho ascoltato la musica che si presume ascoltino, ho letto i tipi di riviste che probabilmente fingono di leggere, pensate un po, mi sono persino azzardata a leggere l'autore che per antonomasia li rappresenta! Non voglio rivelare il nome per dignità personale, ma mi sono detta "i libri vanno letti tutti giusto? non importa se hanno titoli che poi vengono spiaccicati a forza sui muri, che formano slogan personali, e che a volte contengono messaggi subliminali della marina militare il caro vecchio zio sam" ho fatto il possibile, eppure...mi sentivo come un cinquantenne che tenta di comprendere me, una ragazza di vent'anni nel 2009.&lt;br /&gt;E ho pensato che la cosa fosse degradante, perchè tanto tanto da me al sopracitato ci sono trent'anni di differenza, trent'anni di guerre, trattati di pace, dittature cadute, evoluzioni artistiche, letterarie, musicali, culturali, aperture mentali, (che badate bene accadono solo in nazioni diverse dalla nostra, perdonate l'ironia spiccia da circolo arci..) per usare un buon luogo comune quanto meno veritiero "i tempi cambiano".&lt;br /&gt;Ma...da me a un ragazzo di 15 anni?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mentalmente poco stabile&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-2953369762340044853?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/2953369762340044853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=2953369762340044853&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/2953369762340044853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/2953369762340044853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/08/cho-provato-lo-giuro-cho-provato.html' title='Tentativo di associazione generazionale numero uno: completo fallimento.'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-5941395328255060090</id><published>2009-08-02T00:59:00.005+02:00</published><updated>2009-08-02T10:13:34.958+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Immedesimazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mentalmente poco stabile'/><title type='text'>Delirio di una notte di mezza estate...suspance..</title><content type='html'>Poniamo un esempio concreto.&lt;br /&gt;Siete sul vostro divano, in completa solitudine, guardando un film particolarmente drammatico armati di pop-corn, bibite ed altre schifezze in grado di rendere un hemmental il vostro fegato.&lt;br /&gt;Niente vi turba, niente attira la vostra attenzione più del film che avete davanti agli occhi.&lt;br /&gt;Non sentite alcun bisogno se non quello di veder trionfare l'ultra sfigato protagonista che combatte con le unghie e con i denti per arrivare al proprio scopo, trascinando dietro se stesso mamma malata, 8 fratelli, 5 sorelle, un padre che è andato a comprare le sigarette da 10 anni e un criceto menomato da un grave incidente domestico.&lt;br /&gt;State appunto vivendo la vita di quell'attore e sentite un terribile bisogno di piangere.&lt;br /&gt;Perchè vi immedesimate automaticamente in quel povero disgraziato?&lt;br /&gt;Ci sono persone che attribuirebbero questo fatto all'eccessiva sensibilità, altre semplicemente allo stato d'animo con cui le si vive, e i più speranzosi invece sono convinti che sia la stessa umanità che spinge ogni individuo a condividere le emozioni dei suoi pari.&lt;br /&gt;E non credo proprio..&lt;br /&gt;Le persone si immedesimano completamente in libri, canzoni, film perchè hanno la capacità, forse addirittura il "dono" di vivere di emozioni rubate dagli occhi di chi le prova.&lt;br /&gt;Obbiettivamente detto così sembra un poetico clichè, in realtà forse si potrebbe considerare più una maledizione.&lt;br /&gt;Tutti abbiamo questa particolare dote di perderci nelle illusioni altrui.&lt;br /&gt;Leggendo per esempio Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen si comincia a passeggiare per Netherfield più che convinti di conoscerne ogni minimo particolare, ogni zolla di terra è descritta alla perfezione e questo non fa altro che permettere all'immaginazione di perdersi insieme alle emozioni dei legittimi proprietari di quell'incantevole, seppur inventata, tenuta di campagna.&lt;br /&gt;Dettaglio trascurabile: è un libro.&lt;br /&gt;Una volta terminato ci rimane l'amaro in bocca perchè siamo consapevoli del fatto che quei sentimenti non erano i nostri ma di Lizzy Benneth, è lei che si è indignata, innamorata, inviperita e inpietosita, non noi, è mr darcy che si è commosso innamorato e ricreduto, quindi potremo solo vantarci di essere stati vicini alla mente dei protagonisti, davvero molto vicini, quasi paralleli.&lt;br /&gt;Ma dovremmo sentirci in colpa di fronte alla debolezza di voler essere qualcuno che vive la vita che probabilmente meriteremmo?&lt;br /&gt;Se anche le emozioni non sono le nostre dovremmo farcene una colpa per la mancata genuinità dei sentimenti che scatenano?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete mai letto "Sulla strada" di Jack kerouac?&lt;br /&gt;E' una sorta di romanzo autobiografico che racconta del viaggio in giro per l'america di un gruppo di "beatniks" verso la fine degli anni 40, lo stesso autore si rivede nella voce narrante di Sal Paradise che, accompagnato dal "compagno di sbronze" Dean Moriarty, intraprende questo sconsiderato viaggio con svariati mezzi nelle più grandi citta americane.&lt;br /&gt;E' talmente evidente che ogni tanto fa paura.&lt;br /&gt;Kerouac non ha mai vissuto.&lt;br /&gt;Non passava in prima persona quelle esperienze ma le leggeva dagli occhi dei suoi "modelli" per poi trascriverli sul foglio bianco inconsciamente.&lt;br /&gt;Se doveva parlare d'amore poneva l'esempio del suo amico Dean con una certa Marilou, se doveva parlare di purezza di ideali poneva in essere Carlo Marx (che in realtà è uno pseudonimo per il poeta contemporaneo Allen Ginsberg), Sal/Jack guardava, prendeva appunti sul quaderno, ma mai si esponeva più del dovuto.&lt;br /&gt;Dopo tutto non puoi documentare la vita sperimentandola in prima persona, altrimenti l'oggettività ne perde e non saresti in grado di scannerizzare entrambe le parti di un conflitto per esempio, o di una relazione.&lt;br /&gt;Se le vivi non farai altro che schierarti a favore del tuo punto di vista, l'inconscio ti impedisce di essere sincero se sei il protagonista, per questo Kerouac non era altro che una comparsa nella vita di altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardiamo il film, ci innamoriamo del protagonista, ne viviamo i secondi che lo dividono dalla fine della pellicola, ed una volta terminata siamo già pronti a cercare nello sguardo di un nuovo attore nuovi sentimenti che riescano a farci sentire sempre più vicini alla genuinità.&lt;br /&gt;Il nostro bisogno di realtà ci spinge verso l'illusione, l'esigenza di profondità e spessore che non riusciamo a trovare la ricerchiamo in versi smorzati, ma non mi pare così insensato, anzi, dimostra forse che almeno si prova a cambiare forse inciampando in un'eccessiva ingenuità.&lt;br /&gt;O magari sono semplicemente le due di notte che fanno questo effetto chi lo sa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mentalmente poco stabile&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-5941395328255060090?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/5941395328255060090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=5941395328255060090&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/5941395328255060090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/5941395328255060090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/08/delirio-di-una-notte-di-mezza.html' title='Delirio di una notte di mezza estate...suspance..'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-7542243380139649612</id><published>2009-07-29T19:54:00.004+02:00</published><updated>2010-05-06T13:51:04.064+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sogno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti'/><title type='text'>Follia in sogno</title><content type='html'>Prima del post vorrei fare una premessa (me lo impone la coda di paglia). Questo testo lo scrissi per scommessa 5 anni fa. La scommessa constatava nell’ inventarsi un racconto cinico, grottesco, in qualche modo ironico e paradossale. Decisi di prendere a modello un sogno che avevo realmente fatto(causato probabilmente da nauseante cibo ingurgitato velocemente) e manipolarlo un poco. Perdonate quindi la trama assurda, oserei dire insulsa, ma era nei patti. Vinsi la scommessa per ritiro dell’avversario e questo mi lasciò insoddisfatto, perciò apprezzerò le vostre crude critiche. Lo dedico anche ad un libro che ho appena finito di leggere: “L’anulare” di Ogawa Yoko, una scrittrice giapponese che riesce a redigere un enigmatico racconto originale e assurdo. Merita di essere letto per la chiarezza della scrittura, la scorrevolezza, ma soprattutto per la trama insolita, unica. Spero possa perdonarmi per aver associato il suo libro al mio racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo oblio e nebbia.&lt;br /&gt;Improvvisamente si delineò un volto: un anziano con baffi, cappello e bastone, occhi piccoli e rughe profonde sulla pelle. Mi parlava, diceva cose senza senso, incomprensibili, ed io mi trovavo ad ascoltarlo al settimo piano di un edificio malandato; dietro di me una porta e scale che salivano possentemente alla mia sinistra. Continuava a parlare il vecchio, e mi faceva pur delle domande, ma non avevo il tempo di rispondere che lui iniziava un nuovo argomento.&lt;br /&gt;Qualcosa, però, attirò la mia attenzione. Fu un insetto, una specie di scarafaggio blu che lasciava dietro di sé una scia violacea e liquida. Grosso quanto un accendino, mi faceva paura: non lui, ma quel succo disgustoso che fuoriusciva dal suo corpo, perciò avevo una sensazione di disagio. Era arrivato sul bordo della tromba delle scale quando spiccò il volo, rimase a mezz’aria e poi cadde rovinosamente. Mi affacciai dalla ringhiera intento a scorgere se fosse ancora vivo. Non vidi l’insetto, ma notai che il liquido viola stava salendo, come una grande e lenta onda purpurea.&lt;br /&gt;Il vecchio, nel mentre, continuava a parlare come se niente fosse; invece, a me, stranamente, il terrore si era solidificato nelle ossa; perciò, colto dal panico, guardai l’anziano signore, lo presi e lo scaraventai giù dalla tromba delle scale. Non vidi più nulla, sentii solo un rantolo e poi un urlo terrorizzante.&lt;br /&gt;Spalancai la porta alle mie spalle e trovai tre adolescenti spensierati che riposavano. La chiusi e li informai velocemente della situazione. Malauguratamente mi accorsi che la porta era chiusa male e come da una lenta clessidra il liquido viola entrava sotto lo stipite. Io, il ragazzo e le due ragazze ci precipitammo alle finestre sperando ci si potesse lanciare. Logicamente, da tutte, si stagliavano sei piani sotto di noi, ma una, miracolosamente, era posta più in basso delle altre. Era un paradosso dell’architettura, ma non rimanemmo a rifletterci. Ci guardammo intorno, ma, come se perseguitati dalla sciagura, non sapevamo con quale oggetto attutire la caduta, dato che, seppur il salto fosse più breve, rimaneva pur sempre problematico. Incredibilmente due signore anziane che passavano sotto di noi, accortesi delle difficoltà che presentava un lancio simile, decisero di aiutarci, e, come due materassi, si sdraiarono in strada affinché saltassimo sui loro fragili ed esili corpi.&lt;br /&gt;Non ci pensammo due volte.&lt;br /&gt;Ci gettammo, così, dopo aver sentito urla ansimanti di dolore e le loro ossa scricchiolare e frantumarsi sotto il nostro peso, corremmo via in tutta fretta senza pensare alle due altruiste signore.&lt;br /&gt;Intento a correre mi girai, ma un’ombra diabolica si stava avvicinando, infatti, dietro di noi, si stagliava un’enorme possente onda che stava raggiungendoci ; quand’ecco che, dopo cinquecento metri di corsa, scorsi una scala a chiocciola la quale portava in cima ad un ciclopico grattacielo. Mi trascinai con le ultime forze su per quella rampa apparentemente infinita seguito dai miei fedeli compagni, e, stremato, raggiunsi la meta, ma la speranza di esserci messi in salvo era vana, poiché la gelatina violacea saliva aumentando di velocità come se, finché non ci avesse uccisi, la sua ira devastante non si sarebbe placata.&lt;br /&gt;Eravamo perduti quindi, e la nostra tristezza ed il nostro rancore si potevano benissimo leggere sui nostri visi sudati. Guardavo il panorama ed ormai ero sicuro che sarebbe stata l’ultima volta.&lt;br /&gt;Ma ad un certo punto un ronzio sordo ci fece girare contemporaneamente le teste verso un oggetto che non ci saremmo mai aspettati di vedere: un areoplanino radiocomandato grosso abbastanza affinché una persona ci si appendesse. La speranza di vita ritornò a risplendere sui nostri volti stanchi, quand’ecco che, il ragazzo poco prima conosciuto , slanciandosi, afferrò l’areoplanino e ci diresse queste testuali parole:&lt;br /&gt;“Addio idioti!”&lt;br /&gt;A quel punto io e le due ragazze, accecati dall’ira e con la furia negli occhi, ci lanciammo verso il traditore, lo afferrammo prima che fosse troppo tardi e lo scagliammo violentemente giù dal grattacielo.&lt;br /&gt;Eravamo rimasti in tre, mentre il nostro mezzo di soccorso si allontanava rapidamente.&lt;br /&gt;Ripiombato nella vana speranza guardai intensamente le mie due compagne di avventura, le presi per mano e pensai……. Subito ne lasciai una e le diedi una devastante gomitata che la fece precipitare rovinosamente.&lt;br /&gt;Io e la fortunata prescelta, eravamo rimasti solo noi due. Non sapevamo più cosa fare, il nostro destino ci stava venendo incontro. Poteva essere un momento appassionante, l’ultimo attimo dolce e tenero della nostra vita, dove avremmo potuto scambiarci unici ed indimenticabili affetti e passioni.&lt;br /&gt;Ma non lo fu.&lt;br /&gt;Così, con la mia mano stretta nella sua e tranquillità nel cuore, ci gettammo dolcemente verso il nostro fato.&lt;br /&gt;Fu l’ultima volta che la tiepida luce del sole ci accarezzò il viso.&lt;br /&gt;Poi solo oblio e nebbia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Latitante &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-7542243380139649612?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/7542243380139649612/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=7542243380139649612&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/7542243380139649612'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/7542243380139649612'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/07/follia-in-sogno.html' title='Follia in sogno'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-8257362105761794629</id><published>2009-07-28T14:57:00.006+02:00</published><updated>2009-07-28T18:52:25.842+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mentalmente poco stabile'/><title type='text'>ESPERIENZE DI VITA PARTE SECONDA</title><content type='html'>"certo che so chi è jim morrison! per chi mi hai presa? è l'ex di kate moss no?"&lt;certo&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;... ed ecco il sinistro rumore dell'elettrocardiogramma piatto.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"bellissima questa canzone! è la sigla di lucignolo vero?"&lt;hei!!&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;......La stiamo perdendo la stiamo perdendo, defibrillatore.. libera!!...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"ma perchè ascolti questa musica vecchia? tanto vale ascoltare la classica.."&lt;ma&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avete presente quell'innaturale vena pulsante all'altezza della fronte?&lt;br /&gt;No, non ho la minima intenzione di prendermela con chi ha detto le frasi sovrascritte...o si, sono state dette a voce alta ed ero testimone, il principale ascoltatore di quelle parole che erano proprio dirette a me!&lt;br /&gt;Chi sono io per far aprire loro gli occhi di fronte ad una realtà che dopo tutto è solo mia?&lt;br /&gt;Sono talmente superba e egoista da voler tenere per me un tesoro tanto grande, si perchè mi sembra una sorta di segreto, voglio dire a chi non è capitato di sentirsi possessivo nei confronti di una canzone?&lt;br /&gt;La senti talmente tua da non volere che altri la capiscano perchè così perderebbe di valore passerebbe da orecchio in orecchio e quel legame tra te e quelle note si affievolirebbe drasticamente.&lt;br /&gt;Odieresti quel tipo di conformismo solo per egoismo.&lt;br /&gt;Ma quello che mi procura la "mia" musica (spudorate manie di grandezza a parte) nn si ferma qui.&lt;br /&gt;Occhi socchiusi e nell'apoteosi del volume vengo raggiunta da sensazioni di luce a placche che una volta abbassate le palpebre esplodono in un'atomica percezione di segmenti brillanti.&lt;br /&gt;Sbarro i padiglioni del mio cervello che diventano insonorizzati: posso vedere soltanto note.&lt;br /&gt;Sono ignorante in materia senza alcun dubbio, perchè non sto parlando di un solo e particolare stile musicale, ingenuamene sto parlando di "musica" che più che essere un insieme di suoni finisce per diventare qualcosa di più psicologico, come una sorta di soggettiva emozione, un sentimento inividuale, ed essendo di dimensioni spropositate sarebbe impossbile considerarsi un'esperto in materia.&lt;br /&gt;Per questo la terza domanda che mi è stata posta e che ho scritto qui sopra è la più sconvolgentee, perchè qui non si tratta di ignoranza ma di semplice mancanza di buon senso, come si può credere che la musica "vecchia" ( associata al rock da quella voce che così l'ha definita) possa essere distinta radicalmente dalla musica classica?&lt;br /&gt;No nn posso nemmeno pensarlo possibile!&lt;br /&gt;Ogni volta che ascolto "Stair way to heaven" dei Led Zeppelin mi viene automaticamente in mente "Claire de lune" di Debussy, lo so che come esempio è terribilemnte stereotipato ma nella foga del momento non riesco a proporne uno migliore.&lt;br /&gt;Ho una scostante diligenza che non mi concederebbe il diritto di scriverne, ma se si deve parlare di vita o meglio sopravvivenza, se si deve affrontare la pretesa della "città" non si può isolare "quel fenomeno", come non si può nemmeno pretendere di scriverne per partito preso.&lt;br /&gt;Non si "decide" di scrivere sulla musica, è la stessa che ti porta ad un'astinenza fisiologico-mistica, inevitabilmente devi sputare di getto (anche inconsapevolmente determinate volte) degli sproloqui imbarazzanti.&lt;br /&gt;Il desiderio di ascoltare ti prende nei momenti meno oppurtuni.&lt;br /&gt;Dio la pretendi!&lt;br /&gt;Te l'hanno fatta provare da giovane, eppure ti sei domandato ripetutamente come diavolo sei riuscito a resistere tanti anni senza la tua potenziale "dose" quotidiana.&lt;br /&gt;Ha le forme più svariate le tonalità meno ortodosse, i numeri più eccitanti.&lt;br /&gt;Le tue dita ogni qual volta raggiungono una superficie rigida non riescono nell'immobilità, devono, hanno bisogno, PRETENDONO di mostrare al mondo un Bruce Springsteen, un Bob Seger, un Van Morrison!&lt;br /&gt;Questa è droga peggiore della cocaina, dell'eroina, di tutto, è un'orgasmo mentale impareggiabile.&lt;br /&gt;Ma ecco, lo sapevo, devo fare ammenda delle mie colpe perchè non ho fatto altro che sfogare soggettività sulla tastiera, e me ne dolgo perchè così facendo non ho posto le basi per un dialogo costruttivo, ho solo tirato le mie somme da egoista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"mi sa che te sei nata nel decennio sbagliato..sei snob musicalmente parlando!"&lt;mi&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il miglior complimento che mi abbiano mai fatto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mentalmente poco stabile&lt;br /&gt;&lt;/mi&gt;&lt;/ma&gt;&lt;/HEI!!&gt;&lt;/certo&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-8257362105761794629?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/8257362105761794629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=8257362105761794629&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/8257362105761794629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/8257362105761794629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/07/blog-post.html' title='ESPERIENZE DI VITA PARTE SECONDA'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-7228797297832175650</id><published>2009-07-27T23:54:00.005+02:00</published><updated>2009-07-28T10:52:55.046+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Imagine'/><title type='text'>Davide Golia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_BlLbLATGpVM/SEbU5iaDLrI/AAAAAAAABqQ/KxGdyaaAqjc/s320/david-goliath.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 180px; CURSOR: hand; HEIGHT: 272px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_BlLbLATGpVM/SEbU5iaDLrI/AAAAAAAABqQ/KxGdyaaAqjc/s320/david-goliath.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Quando pronunci il termine "conformismo" il disegno che mi si para davanti ha proporzioni gigantesche. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E' grande. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Penso a &lt;em&gt;Davide&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Golia&lt;/em&gt;. Dei quali peraltro ricordo poco le vicende. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Faccio di Golia un omaccione con grandi piedi pesanti, il simbolo del controllo, il controllo cruciale dei pochi sulle esistenze di molti. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Per Davide oggi invece penso ad un nanetto autoreferenziale, un po' sclerotico e sicuramente pieno di tic, simbolo però di un'umanità pensante, che vuol vedere se stessa come applicazione pratica di una teoria luminosa. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Davide, il più giusto per i pensieri! Quei pensieri sempre dritti, belli, ma mica come gli uomini. Ci sono troppe altre cose che li influenzano, gli uomini. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Noi sappiamo per certo che Davide è complessato poveraccio; anche lui, dritto nelle sue convinzioni profonde, soffre di bassi problemi sociali. Sì che lo sa, che le cose importanti sono altre, che lui è un uomo, uomo animale sociale, uomo diverso dagli animali per la straordinarietà della ragione...eppure non ha equilibrio. Sa pensarlo l'equilibrio (servirebbe un accordo tra gli uomini, la democrazia?, un sistema di pesi e contrappesi, regolamentazioni, educazioni ferree, strumenti di cultura etc...). Non sa, né forse saprà mai trovarselo in mano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Bene, è successo nella storia che Davide abbia messo su anche il fisichetto e che Golia si sia cagato addosso fino addirittura a soccombere per una fionda (pensare addirittura che la storia della Bibbia finisce proprio con Golia crepato come uno scemo e Davide nuovo re amatissimo...tz!). Ma tendenzialmente nella storia il potere di Golia è stato incontrastato. Forse perchè un tizio più grosso dovrà sempre e necessariamente uscire vincitore dallo scontro con un tizio più gracile? Forse.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ma forse siamo tutti uomini. E forse siamo tutti uguali. E forse queste parole hanno un significato davvero. Forse non sono ancora così sciupate, così consumate. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;E se questo significato venisse trovato più spesso (nel caso ci fosse, rimango prudente)...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;...allora forse Golia morirebbe...forse morirebbe se insegnassimo ai bambini che Davide non è solo uno sfigato. "Davide è uno sfigato". E' la cosa più facile da dire. Da uomo primitivo. La cosa che tutte le scimmie direbbero. Che tutte le bestie direbbero e che infatti dicono.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Davide è pieno di tic, instabile, perchè oggi Golia non ha più punti deboli, ha affinato il cervello, ha scoperto la ragione umana per scopi disumani. E quindi buona parte dei Davide s'è travestita in tutto e per tutto da Golia. Ha fatto prima: invece di farsi violentare gli ha direttamente venduto il culo; che si sa che i Davide sono più svegli dei Golia. Il Davide "nature" invece ha sempre meno appoggio, e man mano che l'appoggio cala, le malattie mentali crescono.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Golia (= Golia puri + Golia travestiti....oddio forse più sti ultimi...boh sono confuso) è forte perchè non stritola più nessuno coi suoi piedoni. Si limita ad accorciare la statura di Davide di un centimetro all'anno. E Davide se ne accorge, ma non nella piena gravità, è un processo troppo lento.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tutti noi siamo un po' Davide e un po' Golia. Sta a noi scegliere.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dovremmo essere Davide. (Morali religiosa e razionale) &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La reazione è naturale: non è conveniente, per nessuno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questa naturalità implica una conclusione: Golia vince.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Imagine&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;PS: il testo è incompleto, non efficace, la metafora non funziona, si allarga fuori dai confini iniziali. non so perchè mi sono impelagato in questo casino ma ho deciso di pubblicarlo così. perchè mi aiuterete ad ordinarlo, se lo vorrete. ora non ho più tempo né voglia.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;se potete commentate anche sul merito di singole cose.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-7228797297832175650?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/7228797297832175650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=7228797297832175650&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/7228797297832175650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/7228797297832175650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/07/davide-golia.html' title='Davide Golia'/><author><name>Imagine</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04330636110183942230</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_pvlOaNimSss/SCa4A4d_jPI/AAAAAAAAACE/Hye4FapyELI/S220/B00005QIPH_01_LZZZZZZZ.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_BlLbLATGpVM/SEbU5iaDLrI/AAAAAAAABqQ/KxGdyaaAqjc/s72-c/david-goliath.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-4154378024595036358</id><published>2009-07-21T23:29:00.002+02:00</published><updated>2009-07-27T21:15:04.990+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esperienze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti poetici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><title type='text'>Fiato d'usualità</title><content type='html'>Mi muovevo al centro esatto della piazza.&lt;br /&gt;O forse ero fermo al centro esatto della piazza.&lt;br /&gt;Non ricordo bene, ero pervaso da una sensazione particolare che non mi permetteva di riflettere a fondo su me stesso, ma mi lasciava dedicare tutta la mia attenzione, il mio stupore, la mia confusione nei confronti di ciò che mi circondava che, al tempo stesso, fungeva da involucro sicuro.&lt;br /&gt;Stava piovigginando perciò, nonostante fosse un luogo di norma popolato, avevo la fortuna di poterlo immaginare incontaminato, mai deturpato da essere umano. Probabilmente fu questo vuoto innaturale che diede libero sfogo alla mia mente, la quale inondò il mio fragile corpo di emozioni, di un indescrivibile fascino per una scena priva di poesia e di originalità.&lt;br /&gt;La nebbia circondava i bassi palazzi chiari e l’erba umida emanava odore d’aria pura.&lt;br /&gt;Ogni singola parte di quella visione, dal più floscio ramo rorido alla facciata del condominio sullo sfondo, pareva contenuto, quasi cullato, all’interno di una sfera trasparente in cui io risiedevo nel punto centrale e che trascinava il terreno sotto i miei piedi con sé.&lt;br /&gt;Il cielo stesso faceva parte di quell’enorme, intimidatorio solido trasparente mosso dalla mia immaginazione di un moto delicato, ondeggiante.&lt;br /&gt;Ero divenuto il protagonista in miniatura di un souvenir plasmato da me stesso.&lt;br /&gt;Lasciai quel luogo e mi incamminai permeato da un sentimento d’insicurezza.&lt;br /&gt;Non mi era chiaro cosa avessi provato, ma principalmente non capii il perché fosse successo.&lt;br /&gt;Ricercai a fondo un significato ed infine mi resi conto che ero stato spinto dal significato stesso.&lt;br /&gt;Resi l’attimo magico perché volevo che lo fosse.&lt;br /&gt;Desideravo il respiro mozzato da un fiato di usualità.&lt;br /&gt;E riuscii a plasmare l’ambiente per permettergli di rapirmi in un abbraccio stritolante.&lt;br /&gt;Abbandonarmi alla voglia di donare un significato a qualsiasi momento di vana futilità, questo avevo fatto, questo volevo fare.&lt;br /&gt;Rendere per gioco poesia fiabesca la realtà della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Latitante&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-4154378024595036358?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/4154378024595036358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=4154378024595036358&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/4154378024595036358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/4154378024595036358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/07/fiato-dusualita.html' title='Fiato d&apos;usualità'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-4426685689031285237</id><published>2009-07-19T23:11:00.006+02:00</published><updated>2009-07-28T19:13:21.223+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Esperienze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='La mentalmente poco stabile'/><title type='text'>ESPERIENZE DI VITA PARTE PRIMA</title><content type='html'>&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;INTRODUZIONE TENDENZIALMENTE IGNORABILE:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ok, io non lo sono, è abbastanza evidente, le mie capacità dialettiche lasciano parecchio a desiderare, non mi esprimo nel modo più consono, non metto a nudo l'anima presentandola con auliche parole elogiative o denigrative che dir si voglia..perchè?&lt;br /&gt;Perchè se anche (poniamo l'ipotesi) mi esprimessi come si conviene (definire conviene) non rifletterebbe la reale essenza di quelle parole.&lt;br /&gt;Concetto contorto.&lt;br /&gt;Facciamo un'esempio, (plurale maiestatis) è come se mettessimo un testo dei Pink floyd sulla bocca dei Negramaro..stona tendenzialmente, come lasciare un Picasso nelle mani di un bambino di tre anni armato di pennarello indelebile, come portare una donna in un negozio di ferramenta..assurdo paragone sessista anche infondato per giunta..la donna vera riesce ad acquistare persino li ovvio.&lt;br /&gt;La cosa è ormai palese dunque, perchè utilizzare parole importanti per descrivere qualcosa di mediocre?&lt;br /&gt;Leggendo ciò che scrivo potreste trovare termini quantomeno quotidiani (avete appena assistito ad un chiaro esempio di eufemismo), popolari..suvvia folcloristici!&lt;br /&gt;Non spaventatevi dunque.&lt;br /&gt;Viva l'autoironia.&lt;br /&gt;Comunque dopo questo sproloquio inutile a voi, ma più che utile al mio umile ego, mi sento abbastanza in sintonia con la tastiera del pc per poter affrontare l'argomento che mi ha spinto ad accendere il computer.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: center"&gt;ESPERIENZE DI VITA PARTE PRIMA:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Stavo guardando delle fotografie (Maestro pianoforte di sottofondo prego..) senza una lecita motivazione, sfogliavo gli album ordinatamente riposti da mia madre nell'armadio e caoticamente spostati dalla sottoscritta sul letto, quasi a formare una sorta di fortezza artigianale, (ogni tanto mi prendono sonore botte di nostalgia che spingono a gesti estremi come questi) quando avendo in mano una foto di mio fratello ancora bambino sorridente ed una fotografia mia alla medesima sconosciuta età in lacrime, sono rimasta perplessa, non spaventata ma più che altro stupita: nessuno ha mai fatto caso a come gli occhi di una persona triste siano dannatamente simili agli occhi di una persona felice?&lt;br /&gt;Magari in molti non sentivano il bisogno di farci caso (come dargli torto d'altronde), eppure, stessa posizione, stessa increspatura non è per niente così evidente anzi, è come, mettiamo il caso, la presenza di due linee su un foglio bianco, una nera ben marcata e l'altra rosso flebile, come si fa a definire quale sia la tristezza e quale la felicità?&lt;br /&gt;Non è detto che solo per un luogo comune bisogna associare il nero alla malinconia, anche perchè nell'esempio è proprio quella linea ad essere la più marcata la più energica, mentre l'altra potrebbe rappresentare la fragilità e la quasi trasparenza del'animo umano di fronte all'indifferenza altrui, cosa implica?&lt;br /&gt;Come si può dare spiegazioni a questo?&lt;br /&gt;Associando ad ogni riga la sua natura.&lt;br /&gt;Altrimenti si cade nei luoghi comuni a meno che non sia esso stesso uno stupido clichè.&lt;br /&gt;Se il cuore mi batte a mille, se respiro a fatica e mi rendo conto che sto camminando all'indietro rifiutando la realtà, sentendo però un confortevole tepore che potrei (per ipotesi si intende) spacciare per retorica serenità, qual'è la cosa triste e quale la cosa felice?&lt;br /&gt;Gli occhi si abituano al buio, e possono spacciare la più insulsa delle azioni per la migliore delle imprese.&lt;br /&gt;Ma dov'è l'altro ponderabile problema?&lt;br /&gt;Che se gli occhi mi si abitueranno anche in una stanza scura, riuscirò a riconoscere i profili degli oggetti, riuscirò a evitare di andare a sbattere rovinosamente contro gli ostacoli, ma è anche vero che le mie pupille davanti alla luce si viziano, ossia anche solo di fronte allo stand by del computer, alla luce dell'mp3, una volta che il fascio luminoso si spegne, vedi di fronte figure colorate ed irriconoscibili, che però in prima battuta possono apparire anche graziose no?&lt;br /&gt;Ti sentirai come fatto di Lsd magari, ma la prima impressione è comunque positiva.&lt;br /&gt;Ebbene il quesito è questo: è giusto rinunciare ad una tranquilla e confortevole esistenza al buio senza alti ne bassi, per provare una momentanea e veloce esperienza di luce che nella maggior parte di casi non farà altro che riportarti nell'oscurità più totale?&lt;span id="formatbar_Buttons" style="DISPLAY: block"&gt;&lt;span onmouseup="" class=" on down" onmousedown="CheckFormatting(event);FormatbarButton('richeditorframe', this, 12);ButtonMouseDown(this);" id="formatbar_JustifyRight" onmouseover="ButtonHoverOn(this);" title="Allinea a destra" style="DISPLAY: block" onmouseout="ButtonHoverOff(this);"&gt;&lt;img class="gl_align_right" alt="Allinea a destra" src="http://www.blogger.com/img/blank.gif" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Certo è che di primo impatto dici, cavolo se tanto al buio ci posso ritornare tanto vale provare no? E qui ti volevo, perchè dopo un'esperienza esplosiva saresti davvero disposto a tornare alla monotonia di tutti i giorni spontaneamente?&lt;br /&gt;Saresti un pazzo, o magari un genio, fatto sta che una volta tornato sprofonderesti nella più completa depressione alla ricerca di un nuovo fascio di luce.&lt;br /&gt;Ed è in momenti come questi che comprendi le motivazioni di un drogato alla ricerca spasmodica della sua dose di eroina giornaliera.&lt;br /&gt;Fatto sta che saresti spinto dal desiderio di ritrovare "la luce" e cominceresti un'utopica battaglia per la riconquista di ciò che consideri come tuo di diritto, lotteresti per qualcosa di poco palpabile, una mera chimera, piuttosto che risprofondare nell'ombra.&lt;br /&gt;Coraggioso o solo stupido?&lt;br /&gt;&lt;div style="TEXT-ALIGN: right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mentalmente poco stabile &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-4426685689031285237?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/4426685689031285237/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=4426685689031285237&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/4426685689031285237'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/4426685689031285237'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/07/esperienze-di-vita-parte-prima.html' title='ESPERIENZE DI VITA PARTE PRIMA'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-8285096207319296742</id><published>2009-07-15T09:28:00.006+02:00</published><updated>2009-09-23T10:37:02.602+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti poetici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesie'/><title type='text'>Anima violata</title><content type='html'>Grattava la patina con la speranza,&lt;br /&gt;svelando una frase incompleta&lt;br /&gt;che la guidava passo dopo passo in un labirinto di dolore.&lt;br /&gt;Pensava di essere sfuggita al buio,&lt;br /&gt;vivendo,&lt;br /&gt;ridendo,&lt;br /&gt;ma la sua ombra la seguiva sempre.&lt;br /&gt;Era ancora piccola e gli occhi negati ai colori pastello&lt;br /&gt;fissavano il sudore di un adulto e di una bestia in un unico corpo.&lt;br /&gt;Le violenze di un padre malato non le sfioravano più l’anima ormai arida, perduta,&lt;br /&gt;venduta per inibire l’agonia.&lt;br /&gt;Odiava il passato,Cenerentola senza scarpette,&lt;br /&gt;piangeva il presente, in una carrozza senza cavalli,&lt;br /&gt;non voleva un futuro,&lt;br /&gt;convinta che i cuori continuassero a sparare con i loro rimbombi nel petto.&lt;br /&gt;L’aria dalla scogliera non la fece sorridere;&lt;br /&gt;sfiorò la libertà mentre volava per pochi attimi.&lt;br /&gt;Il cuore non aveva più cartucce,&lt;br /&gt;e il dolore svanì nel buio,&lt;br /&gt;dov’era vissuta anche lei per poco e troppo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Latitante&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-8285096207319296742?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/8285096207319296742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=8285096207319296742&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/8285096207319296742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/8285096207319296742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/07/anima-violata.html' title='Anima violata'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-5667386927447190003</id><published>2009-07-07T10:18:00.008+02:00</published><updated>2009-10-17T15:48:37.372+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Racconti poetici'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><title type='text'>Sublime lurida fontana</title><content type='html'>&lt;div align="left"&gt;Fu incredibile come quel pensiero sorse e si espanse rapido dalle calli contorte della mia mente.&lt;br /&gt;O meglio, ogni fugace o duraturo pensiero che crebbe in me durante il corso della vita si articolò in quel modo, ma quella volta mi resi davvero conto del baratro fra parola e pensiero, fra pensare e descrivere d’aver pensato, fra assaporare realmente un istante ed apprezzare d’averlo goduto.&lt;br /&gt;Stavo camminando celermente, sperando qualcosa d’inusuale rallentasse il mio incedere, quando mi soffermai a guardare una sorta di grande vasca, delimitata da scialbi mattoni, contenente una lastra levigata, opaca e sporca che paradossalmente rifletteva in modo sinuoso i raggi solari. Nel mezzo di questo liscio pavimento lucido parevano conficcati dei cilindri cavi di pietra dentro cui erano piantati degli alberi di una specie alla quale non sapevo dare un nome.&lt;br /&gt;La scena si presentò nella sua innaturale immobilità.&lt;br /&gt;L’istante mi rapì.&lt;br /&gt;Qualcosa di magico rendeva quella visione speciale.&lt;br /&gt;La luce che sfumava i contorni fondendo i colori.&lt;br /&gt;La perfezione splendente di quell’immobile superficie colma d’imperfezioni.&lt;br /&gt;Il fuoriuscire prepotente dei tronchi dal centro della fontana.&lt;br /&gt;Fu quando un passero ruppe l’incanto della stasi totale, intaccando col becco la lastra opaca e lasciando formare sulla turpe acqua piccoli cerchi concentrici, che mi sbalordii fino in fondo.&lt;br /&gt;Quel dipinto della realtà raggiunse il suo massimo splendore quando perse la virtù d’essere immobile come un dipinto.&lt;br /&gt;I movimenti apparentemente istantanei dell’uccello e dell’acqua mi colpirono senza scampo.&lt;br /&gt;La fermezza d’una superficie che credevo inattaccabile fu violata da un gesto naturale, delicato, banale, quasi irreale.&lt;br /&gt;Immaginai la realtà stessa forgiata con attimi dedicati solo a me.&lt;br /&gt;Ma tutto ciò successe in una manciata di secondi. In un esiguo lasso di tempo.&lt;br /&gt;Riassunsi l’accaduto in mente per tentare di apprezzarlo ancora, di descriverne appieno il significato completo che ebbe per me in quel momento, ma non ci riuscii, e non ci riesco neppure ora redigendo questo resoconto.&lt;br /&gt;Le parole sono al di fuori del puro pensiero.&lt;br /&gt;L’utilizzo della terminologia non è altro che un mero e misero tentativo dell’uomo di trovare un mezzo facilmente comprensibile per descrivere questi stralci di vita, questi pensieri pensati, forse, sotto forma di calcoli, di immagini, di ricordi, ma non certo di parole.&lt;br /&gt;Le arti sono le forme mediante cui si ha l’opportunità di celebrare gli istanti d’irraggiungibile armonia. E la poesia è il codice dialettico in cui si tenta, senza successo, di racchiudere l’umano stupore sotto forma di figure, di musica, d’ispirazione.&lt;br /&gt;Non è possibile cogliere l’attimo fuggente perché non possediamo i mezzi per carpirlo, per cullarlo e riprodurlo, per memorizzarlo e donarlo.&lt;br /&gt;Provai questo negli attimi fatali di quella visione, e nei minuti che la seguirono.&lt;br /&gt;Non potevo più realmente vedere ciò che vidi, sentire ciò che sentii, apprezzare una lurida fontana.&lt;br /&gt;Potevo nutrirmi solo delle briciole di quella sensazione, frammenti di ricordo.&lt;br /&gt;Ciò che il pensiero mi donò il pensare mi tolse.&lt;br /&gt;Più osai avvicinarmi al momento fugace, più divenne indistinto lontano da me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Latitante &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-5667386927447190003?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/5667386927447190003/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=5667386927447190003&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/5667386927447190003'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/5667386927447190003'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/07/sublime-lurida-fontana.html' title='Sublime lurida fontana'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-419496204556586284</id><published>2009-07-03T19:12:00.008+02:00</published><updated>2009-09-23T19:32:46.844+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Disillusione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Umanità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Imagine'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesie'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Migranti'/><title type='text'>Eppure un motivo dev'esserci</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_JoP35iaGcmY/SrpbsrruVJI/AAAAAAAAABE/bATgrhC7FRE/s1600-h/road.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_JoP35iaGcmY/SrpbsrruVJI/AAAAAAAAABE/bATgrhC7FRE/s320/road.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5384717127673336978" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;Eppure un motivo dev’esserci;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un valore dev’esserci stato, almeno in passato, in fondo alle parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parola &lt;em&gt;&lt;strong&gt;umanità&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, quella l'ho sempre sentita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rispetto d’esser degno d’esser uomo è umanità.&lt;br /&gt;Lo sforzo d’immedesimarsi, di rispettarsi.&lt;br /&gt;Lo sforzo dell’accordo per strapparsi insieme i calli che ci preservano dal dolore degli altri.&lt;br /&gt;È questa l’umanità.&lt;br /&gt;Con il correlato sforzo di leggere parole come queste, abusate, con sempre nuova luce.&lt;br /&gt;Umanità. Nel primo significato.&lt;br /&gt;________________________________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’insieme di tutti gli uomini su questo pianeta. Umanità.&lt;br /&gt;L’insieme di tutti gli uomini importanti di questo pianeta è l’umanità.&lt;br /&gt;Umanità. Nell’altro significato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa parola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure l’umanità, nell’accezione di “insieme di uomini”, riesce sempre meglio nel non avere nulla a che fare col sentimento dell'umanità.&lt;br /&gt;La storia ha finora dimostrato che anzi, non c’è niente di più inumano che l’umanità come sentimento.&lt;br /&gt;O al contrario, &lt;em&gt;non c’è niente di più disumano che il comportamento dell’umanità stessa&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È solo un curioso imbarazzo verbale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io, sgraziato, disgraziato e fuori dal mio agio, che sento di piacere solo a un’utopia, forzato al dispiacere nel dire che è la mia, ora chiedo solo un particolare, una piccolezza: il motivo di questo irritante scontro semantico. &lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;Imagine&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5354290555599361186" style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 320px; height: 242px; text-align: center;" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_JoP35iaGcmY/Sk5C5F66lKI/AAAAAAAAAAs/Oxl_gxpYGak/s320/prisonerofmyownbyshimoda75bm.jpg" border="0" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-419496204556586284?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/419496204556586284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=419496204556586284&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/419496204556586284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/419496204556586284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/07/eppure-un-motivo-devesserci.html' title='Eppure un motivo dev&apos;esserci'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_JoP35iaGcmY/SrpbsrruVJI/AAAAAAAAABE/bATgrhC7FRE/s72-c/road.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-4266125412213272672</id><published>2009-06-26T08:55:00.007+02:00</published><updated>2009-07-27T21:13:32.194+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Latitante'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ironia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Media'/><title type='text'>Critica ai giornali</title><content type='html'>Scritto il 7/12/2007 (alcuni argomenti trattati erano di attualità all'epoca della stesura, altri sono inventati per satira ed ironia).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 365px; CURSOR: hand; HEIGHT: 310px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://wildgretapolitics.files.wordpress.com/2009/01/giornali.jpg" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il motivo per cui il mondo, ai giorni nostri, pare un tragico e paradossale circo immaginato da Tarantino, e per cui l'individuo si sente costantemente preoccupato e paranoico, è dipeso dai giornali.&lt;span style="font-size:0;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un uomo medio si sveglia all'alba, si trascina, agonizzante, al lavoro dopo aver consumato una misera colazione che gli restituisce il 5% delle forze spese il giorno prima; sta per arrivare in ufficio in ritardo di tre quarti d'ora, causa classico imbottigliamento nel traffico, quand'ecco che, finalmente, si presentano gli effetti dei sette caffé che, preventivamente, si era iniettato in vena; ed è in questo preciso istante, assuefatto da un misto nauseante di sostanze chimiche, che commette il suo più grave errore: acquista, beato ed inconscio, il giornale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso da ebete, dovuto alla miscela di nicotina e caffeina che gli vagabonda nel corpo, si spegne non appena scorge i titoli degli articoli in prima pagina: "Ragazza assassinata, è caccia al killer"; "Giovani ubriachi si schiantano in auto"; "Morto sul lavoro, lascia due figli"; "Adolescenti corrieri della droga, avevano 20 grammi di cocaina nell'intestino. Dichiarazione dei ragazzi: -Non lo sapevamo-".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Triste, scoraggiato ed intimorito sfoglia lentamente la prima pagina e si trova di fronte agli argomenti politici scottanti del momento: "Governo Prodi ad un passo dalla crisi"; "Sottosegretario Sircana pizzicato con transessuale"; "Il leghista Bettio dichiara: -Un italiano torto, dieci immgrati puniti-".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una manciata di secondi, l'eroe medio borghese sottopagato, decide di evitare le prime pagine saltando alla cronaca nera: "Strage all'università, uccide 8 compagni e si spara"; "Trovato cadavere sfigurato. Si pensa ad un regolamento di conti"; "Trovato sangue in Parlamento, Berlusconi tranquillizza gli inquirenti con una barzelletta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sfinito ed incerto sfoglia alcune pagine ad occhi chiusi e, dopo aver supplicato un'entità superiore a caso, si ferma spalancando gli occhi: "Professoressa ex fotomodella fa sesso con quattordicenne. Commento di Don Sante Sguotti: -L'importante è che si amino-; commento dei parlamentari: -Vogliamo tornà bambini-".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo diversi minuti passati a piangere disperatamente, l'ometto fatalista tendente al suicidio riprende il controllo e la poca dignità rimastagli, e, con le guance ancora umide, opta per l'unico argomento di cui, negli ultimi tempi, si può vantare con gli amici: la sua magica ed inimitabile Inter; perciò, speranzoso, raggiunge in un attimo la pagina sportiva e legge: "Moratti intercettato, Moggi scagionato. La Juventus risarcita con 4 scudetti, l'Inter retrocessa in C2. La FIGC non ci sta: -La squadra sarà sciolta-".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed ecco che, finalmente, può iniziare la giornata dell'uomo medio: faticosa, irritante ed estremamente frustrante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Pubblicato da "Latitante"&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-4266125412213272672?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/4266125412213272672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=4266125412213272672&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/4266125412213272672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/4266125412213272672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/06/critica-ai-giornali.html' title='Critica ai giornali'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-5058777107754498025</id><published>2009-06-25T12:59:00.010+02:00</published><updated>2009-07-27T21:17:28.271+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Introduzione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Imagine'/><title type='text'>Occhiali</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/SIZod2PjjLI/AAAAAAAACnY/252y9UfDA8E/s400/OCCHIALI.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 290px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/SIZod2PjjLI/AAAAAAAACnY/252y9UfDA8E/s400/OCCHIALI.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allenare il pensiero è l'attività che più mi appassiona. Ed è in senso stretto una passione: sento che attiene alla spontanea inclinazione della mia persona, l'attività razionale come un macchinone che ha la base nelle viscere della mia mente, in un motore mosso dal mio carattere istintivo, irrazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che un pensiero allenato (nella maniera più equilibrata possibile) serva prima di tutto a vedere, più a fuoco e con più facilità, il bello nelle cose del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come tale, però, il pensiero dev'essere &lt;em&gt;critico&lt;/em&gt;, sennò smette di essere pensiero e diventa semplice, passiva incamerazione di dati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio subito inoltrarmi nei punti di vista più strettamente sociali (e quindi poi politici) del pensiero critico, forse un po' troppo banali all'inaugurazione di uno spazio come questo (anche se avranno grosse libertà di svago in futuro); quella che ho intenzione di fare qui, ora, è un ode al pensiero critico in un ambito prima di tutto individuale: &lt;em&gt;allenare il pensiero significa dotarsi di &lt;strong&gt;occhiali nuovi&lt;/strong&gt;, capaci di guardare allo sfondo con la stessa dignità del primo piano, di trovare la bellezza fuori dagli obiettivi già consumati dagli sguardi della maggioranza, di distinguere desideri profondamente personali da quelli imposti dall'invadenza di un mondo che mercifica mezzi e fini senza alcuna distinzione&lt;/em&gt;..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;Imagine&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in questo spazio noi racconteremo la sfida continua della messa a punto di questi occhiali, e soprattutto racconteremo le cose più interessanti che essi ci permettono di notare. Con l'umiltà propria di un vero pensiero critico, pronti sempre ad imparare da occhiali più elaborati.&lt;br /&gt;Lo facciamo prima di tutto per noi, per la nostra voglia di costanza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-5058777107754498025?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/5058777107754498025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=5058777107754498025&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/5058777107754498025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/5058777107754498025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/06/occhiali.html' title='Occhiali'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Uu_0z9hES-o/SIZod2PjjLI/AAAAAAAACnY/252y9UfDA8E/s72-c/OCCHIALI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7758447716336893222.post-6484521246481753402</id><published>2009-06-24T21:57:00.016+02:00</published><updated>2010-02-16T00:02:26.472+01:00</updated><title type='text'>Aforismi</title><content type='html'>Gli scrittori dicono le bugie per rivelare la verità mentre i politici le utilizzano per nasconderla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evey da "V per vendetta"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cervello è come la tv ad alta definizione: serve semplicemente a vedere sempre meglio cose sempre più brutte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai dire lunedì - Brain stop&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riesco a immaginerare nulla di più tormentoso di un cervello intrigante che a un certo punto perda l'orientamento e, al risvegliarsi della coscienza, volendo venire a capo della situazione, rivolga contro sé stesso il proprio acume.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Soren Kierkegaard&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In uno Stato ben governato ci sono poche punizioni non perché si concedono molte grazie, ma perché ci sono pochi criminali; quando lo Stato è in decadenza il gran numero di crimini ne assicura l'impunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jean-Jaques Rousseau&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coloro che distinguono la politica dalla morale non capiranno nulla di entrambe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Jean-Jaques Rousseau&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La felicità effettiva sembra sempre molto squallida in confronto ai grandi compensi che la miseria trova. E la stabilità non è neppure emozionante come l'instabilità. L'essere contenti non ha nulla d'affascinante al paragone di una buona lotta contro la sfortuna, nulla del pittoresco d'una lotta contro la tentazione, o di una fatale sconfitta a causa della passione o del dubbio. La felicità non è mai grandiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aldous Huxley (Il mondo nuovo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovanni Falcone&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esser capaci di pensare sono pochissimi, ma opinioni vogliono averne tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Schopenhauer&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale è purtroppo il danno di una civiltà troppo progredita! A vent'anni l'anima di un giovane, che abbia una certa educazione, è a mille miglia da quella &lt;em&gt;possibilità di abbandono &lt;/em&gt;senza la quale l'amore non è spesso che il più noioso dei doveri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stendhal&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cose perfette non ci portano fortuna, dobbiamo metterci pazienza, rovinarle ad una ad una.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Artemoltobuffa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cocaina è il modo che usa il signore per farti capire che guadagni troppi soldi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Robin Williams&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando tutti pensano che qualcosa sia impossibile, arriva uno sprovveduto che non lo sa e la inventa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Albert Einstein&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un paio di volte all'anno mi faccio una cassetta da mettere in macchina, un nastro pieno di tutte le nuove canzoni che ho amato nel corso degli ultimi mesi. Ogni volta che ne completo una mi pare impossibile che potrà essercene un'altra. Ma c'è sempre, e non vedo l'ora che arrivi: basterebbe qualche altro centinaio di cose come questa per rendere la vita degna di essere vissuta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nick Hornby&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando l'eroina potrà farsi pubblicità, sarà svanita l'ultima differenza con la televisione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stefano Benni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l'anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto, la televisione) non solo l'ha scalfita, ma l'ha lacerata, violata, bruttata per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pier Paolo Pasolini, 1973&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7758447716336893222-6484521246481753402?l=colfogliodivia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/feeds/6484521246481753402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7758447716336893222&amp;postID=6484521246481753402&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/6484521246481753402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7758447716336893222/posts/default/6484521246481753402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://colfogliodivia.blogspot.com/2009/06/aforismi.html' title='Aforismi'/><author><name>Us</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07017506314763826572</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
